Il dolore
Il porto è decisivo ma ora servono la strada e la ferrovia
Convegno Fit-Cisl sulle prospettive. Torlai (Portuali): «Alle aziende è necessario il treno per movimentare le merci»
PIOMBINO. Dieci progetti per rilanciare il porto, con investimenti per decine di milioni di euro: al convegno organizzato dalla Fit Cisl il commissario dell’Autorità portuale, Luciano Guerrieri, ha di nuovo illustrato quanto si sta facendo sulle banchine. E quanto il porto possa essere il volano della rinascita di Piombino, insieme all’arrivo degli algerini di Cevital. Ma c’è un grosso problema da risolvere in fretta e non c’è stato intervento che non l’abbia sottolineato: mancano i collegamenti.
«Le tante aziende che sarebbero interessate - ha detto Carlo Torlai, presidente della Compagnia portuali - ci chiedono tutte di avere almeno un binario per far arrivare il treno dentro al porto. Non possono fare i loro traffici solo con i camion. E comunque anche la mancanza di un collegamento vero con l’Aurelia e, in prospettiva, con la Grosseto-Siena, rischia di vanificare il grosso investimento che stiamo facendo. Regione e Governo devono fare la loro parte». Torlai ha anche criticato la decisione di togliere l’Autorità portuale a Piombino: «24 in Italia sono troppe, è vero. Ma in alcuni porti è necessaria. Il nostro è uno di questi».
Sul tema delle infrastrutture, per il completamento della 398 servono almeno 70-80 milioni di finanziamento dal Governo, è intervenuto anche il consigliere regionale Matteo Tortolini: «Fa piacere - ha detto - che fuori di noi si parli di modello Piombino ma non basta contemplare i risultati raggiunti. L'infrastruttura portuale di cui Piombino si è dotata è necessaria ma non sufficiente. Il nuovo assetto urbanistico delle aree industriali dismesse con annesse le bonifiche a terra, la ferrovia in banchina, la definitiva risoluzione della 398 e il completamento del Prg la dove è possibile in rapporto pubblico - privato sono i cardini su cui anticipare e programmare gli scenari futuri e la crescita di impresa e lavoro».
Anche la Fit e la Cisl hanno rilanciato il sistema portuale partendo dalle infrastrutture e dagli accordi per gli investimenti, ribadendo che bisogna accelerare e non perdere più tempo. Gli investimenti sul porto vanno legati alla logistica: recependo le nuove esigenze dell'industria siderurgica di Piombino e con infrastrutture ferroviarie e viarie efficienti, si può creare un volano, che partendo proprio da Piombino, coinvolga tutto il territorio Toscano creando occupazione e prospettive di crescita anche per le imprese. «Serve a poco - ha detto Dario Pierfederici, di Fit-Cisl - prevedere di tutto di più nei documenti programmatici: nel piano regionale integrato infrastrutture e mobilità 2012- 2015 non manca nulla, ma a questo punto servono fatti, non più parole. Il porto deve diventare un “gate” commerciale e logistico, funzionale all'economia del territorio. La Toscana vive una fase di profonda crisi, come dimostrano i dati illustrati dal segretario Cisl di Livorno Giovanni Pardini; le merci transitate nel porto di Piombino sono passate dai 9 milioni di tonnellata del 2007 ai circa 6,5 milioni del 2013 (-28%) e i passeggeri dai circa 3,7 milioni del 2007 ai circa 2,5 milioni del 2013 (-32%)». Con l’arrivo di Cevital il traffico sul porto dovrebbe raddoppiare, a patto che ci siano le necessarie infrastrutture.
«E anche la città - ha spiegato l’assessore Claudio Capuano - dovrà saper fare la propria parte, con le corrette scelte urbanistiche e con misure che incidano sul traffico, sui parcheggi, sulla mobilità in generale».
@guifiorini
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