Dai Testimoni di Geova due video per gli alunni
Un’iniziativa complementare del Primo circolo, in orario extrascolastico
La preoccupazione dei genitori. Maccanti: «Scuola come centro di promozione culturale»
PIOMBINO. Perché comunque l’Italia è un paese più libero di molti altri, perché qui è una realtà lo scambio d’informazioni culturali e religiose (anche nel mondo della scuola); ma i timori restano, spesso aggravati da quanto accade nel Mondo. Ne è lo specchio quanto succede al Primo circolo didattico dopo che ha fatto il giro delle classi una comunicazione del dirigente a proposito della proiezione di due video dei Testimoni di Geova in orario extra-scolastico.
"Certo si spiegava – scrive Marco Scoli, padre di un alunno sulla sua pagina social (ma poi si è rivolto al giornale) facendosi portavoce di un disagio – che verrà dato ad ogni bambino un modulo per l’adesione o non adesione a tale evento. Al di là dello stupore e dello sconcerto sono rimasto perplesso. Si parla di “2 video” e con quale messaggio? Poi mi sono calato, con difficoltà nella mente di chi può aver organizzato l’appuntamento ed ho fatto pure fatica a capirne il fine, l’utilità didattica. La platea – aggiunge – dovrebbe essere di bambini di 10 anni che noi genitori affidiamo alla scuola con la S maiuscola per essere formati in libertà di coscienza e scevri da pregiudizi. Allora come si incastrano “2 video dei Testimoni di Geova” nella formazione della personalità di mio figlio che ha 10 anni non 18? Come si pensa che una confessione religiosa come quella dei Testimoni di Geova, caratterizzata da chiusure ermetiche al mondo come lo conosciamo noi, possa contribuire in modo equilibrato alla formazione mentale, culturale di mio figlio? Allora perché non inserire video del Rabbino capo di Livorno; dell’Imam di Milano, del Dalai Lama e perché no del capo degli animisti senegalesi. Mio figlio – ricorda Scoli – frequenta la chiesa, rispetto chi non crede e rispetto chi ha altri credo religiosi ma portare dentro la scuola, luogo, quello sì, sacro, un messaggio di questo tipo francamente non mi piace. A Livorno da piccolo avevo in classe bambini di confessione ebraica, loro il sabato non venivano a scuola e la maestra si attardava il venerdì a prepararli per il sabato e per il lunedì. Nessuno scandalo... erano bambini fantastici con cui ho giocato, ma mai si sarebbero permessi né i loro genitori né i responsabili della scuola di portare “2 video” all’interno dell’istituto".
Sull’organizzazione dell’appuntamento in questione non ha dubbi Carlo Maccanti dirigente del Primo circolo, mostrando il modulo per l’autorizzazione: "Com’è evidente – dice – ci sono i link dov'è possibile visionare quello che poi sarà proiettato ai bambini (una mano che disegna e che spiega come combattere il bullismo senza fare a pugni o come stabilire chi è il vero amico ndr). Tutto in orario extrascolastico, nella sede di piazza Dante – conferma Maccanti – I genitori possono dare l’autorizzazione o no alla partecipazione dei bambini. Questo secondo la direttiva del ministero: “le istituzioni scolastiche favoriscono tutte le iniziative che realizzano la funzione della scuola come centro di promozione culturale sociale e civile del territorio, collaborando con associazioni culturali e di volontariato anche stipulando apposite convenzioni. L’associazione dei Testimoni di Geova di Piombino – chiarisce – ha proposto la proiezione in ambito scolastico di questi due video appartenenti alla rubrica “Lavagna animata” precisando che lo scopo è a titolo informativo e per questo motivo non verranno trattati argomenti di carattere religioso oltre a ciò che il video stesso presenta. Non rientrando tra le attività approvate nel Piano di offerta formativa, l’iniziativa è un’attività complementare da fare in orari non coincidenti con le lezioni. Tra l’altro – conclude – ci sono stati chiesti corsi di arabo dalla comunità locale e stiamo studiando il modo di collaborare".
Incontrarsi, conoscersi, comprendersi: difficile “inventare” altri modi per riuscire a convivere (e con meno paura). Ma niente è semplice.
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