Gioco
«Cevital si rapporti alle nostre aziende»
Gli agricoltori della Cia temono che gli algerini vogliano solo importare: «In Val di Cornia produzione di qualità»
VAL DI CORNIA. La Cia di Livorno esprime soddisfazione ed interesse per l’acquisto delle acciaierie Lucchini di Piombino, il secondo polo siderurgico d’Italia, da parte del gruppo algerino Cevital. L’arrivo del gruppo algerino – dicono - dà forza alle prospettive per il superamento della crisi economica di Piombino e l’area della Val di Cornia.
«Nel piano industriale presentato da Cevital, viene garantita l’occupazione dei circa duemila lavoratori dello stabilimento della ex-Lucchini e dell’indotto e questa è una buona notizia per un territorio fortemente provato dalle difficoltà di questi anni. Ma sul piano industriale del gruppo algerino è importante porre l’attenzione anche da parte del settore agricolo. Al di là di quello che si è detto e scritto in queste settimane, è sufficiente prendere visione del portale web del gruppo Cevital per rendersi conto che l’attività principale è agro industriale: succhi di frutta, produzioni mangimistiche, raffinazione dello zucchero. Ed è indubbio che per queste attività e non solo per l’acciaio, la presenza del porto di Piombino, con fondali escavati a – 20 metri, che ne hanno fatto un “porto europeo” secondo la definizione del commissario dell’Authority Luciano Guerrieri, abbia giocato un ruolo decisivo. Non solo acciaio quindi a Piombino (si parla anche di vetro che attualmente Cevital produce in Algeria e trasferisce a Savona) , ma la realizzazione di un polo logistico in cui l’attività agro industriale non sarà secondaria. Un’ attività diversificata che se le promesse saranno mantenute, potrà costituire un effettivo rilancio per tutta l’area. In questa situazione è importante capire se una ricaduta potrà esserci anche per il settore agricolo. Come Cia ci stiamo interrogando per un verso ed attivando dall’altro, nei confronti delle parti interessate. L’agricoltura della Val di Cornia è un agricoltura con produzioni di qualità, dove grande importanza rispetto al settore agro industriale assume il pomodoro da industria lavorato dal gruppo Petti a Venturina. Sarà necessario capire quale sarà l’orientamento di Cevital rispetto ad un contesto produttivo così composito. Ci sono domande che necessitano di risposte, in particolare se Piombino rappresenterà solo una testa di ponte per produzioni agricole provenienti da altri paesi e trasformate in loco o se ci sarà volontà da parte di Cevital di rapportarsi anche alla realtà agricola locale . Non è secondario il fatto che il nostro territorio ha dei limiti strutturali, tra cui spicca quello della disponibilità idrica, che per l’agricoltura rappresenta il principale fattore della produzione. E’ chiaro che questo vincolo dovrà essere valutato con attenzione per ogni ipotesi di conversione produttiva. Certo è che l’uscita dal tunnel della crisi, può e deve riguardare anche il nostro settore che necessita di investimenti infrastrutturali. Su questo una mano deve venire anche dalle istituzioni».
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