Il Tirreno

Più che un piano, un “pizzino”

Alessandro De Gregorio
Issad Rebrab e, dietro di lui, Farid Tidjani (foto Pabar)
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Issad Rebrab e, dietro di lui, Farid Tidjani (foto Pabar)

Cevital consegna un foglio ai sindacati confermando genericamente gli impegni, mercoledì 28 nuovo round

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PIOMBINO. Se si attendevano nuove rassicurazioni, quelle sono arrivate. Ma se l’obiettivo (dichiarato) dell’incontro di martedì 27 era acquisire il piano industriale di Cevital per il rilancio delle acciaierie, del porto e per la creazione di un polo agroalimentare, questo obiettivo è rinviato. Inutile prenderci in giro: Farid Tidjani, braccio destro del presidente Issad Rebrab e al momento unico interlocutore per il gruppo algerino nell’operazione Lucchini, ha consegnato ai sindacati un foglio scritto in Word, pieno di intenti ma generico, peraltro corredato di refusi. Una specie di bozza di copertina per gli ottimisti, poco più di un “pizzino” per i pessimisti, in ogni caso nulla che abbia a che vedere con un piano industriale vero e proprio.
Lo ammettono a denti stretti gli stessi sindacalisti, che diplomaticamente sorvolano e si accontentano delle buone intenzioni. Cevital, dicono, ha confermato gli impegni contenuti nel preliminare di vendita firmato a Palazzo Chigi. Andiamo dunque avanti nella trattativa, aggiungono in buona sostanza i sindacati, e vediamo di chiuderla in fretta.
Alla riunione di martedì, oltre a Tidjani e ai tre segretari Fausto Fagioli (Fim), Luciano Gabrielli (Fiom), Vincenzo Renda (Uilm), era presente anche Riccardo Grilli, capo del personale ex Lucchini. L’incontro è durato meno di un’ora, le parti si sono date un nuovo appuntamento alle 16 di mercoledì 28 per cominciare a parlare concretamente di organici e di organizzazione del lavoro reparto per reparto.

Il foglio consegnato ai sindacati è intestato ad Aferpi, acronimo di Acciaierie e ferriere di Piombino, probabile nuovo nome dello stabilimento. Il titolo è “Piano Cevital di sviluppo dell’area di Piombino”.
«L’obiettivo - si legge - è il ripristino della produzione di acciaio caldo con una produzione di due milioni di tonnellate». Segue uno schema che illustra la Fase 1 (da aprile 2015 a fine 2015): «Ripristino della produzione di acciaio caldo con una capacità produttiva di due milioni di tonnellate; acquisto di un forno di riscaldo per il laminatoio barre; completamento e revamping del laminatoio Tmp per portarlo a una produzione di seicentomila tonnellate; revamping del laminatoio vergelle con l’eventuale aggiunta del bordione (una vergella più grossa, ndr) con una capacità totale di seicentomila tonnellate; inizio dei lavori delle fondazioni forno-colate continue; revamping del treno rotaie; costruzione del capannone acciaieria; acquisto di un treno rotaie nuovo da seicentomila tonnellate».
«La produzione di rotaie - si legge ancora - rimane prioritaria seguita dagli acciai speciali. La parte dei prodotti ordinari sarà un complemento per arrivare alla piena capacità dei laminatoi».
Firmato, Farid Tidjani.
Non c’è una fase 2 e non ci sono dettagli. I forni elettrici si danno per scontati.

«Nella sostanza - dice Renda - Cevital conferma per iscritto quello che ci ha detto finora. Tidjani ha aggiunto che appena verrà firmato l’accordo definitivo, si spera dal primo aprile, verranno fatti gli ordinativi. Ha aggiunto di voler sviluppare quanto prima gli impianti logistici. Cevital parla di sedici ettari, all’interno dello stablimento, nelle aree retroportuali. Siamo alla vigilia di trattative importanti e delicate che riguardano in particolare gli organici e la parte salariale dei lavoratori. Però sono fiducioso, alla fine raggiungeremo accordi che andranno bene a tutti».

«Sugli accordi disdettati - aggiunge Fagioli - sappiamo che è la prassi, anche a Trieste la Lucchini ha fatto la stessa cosa nel passaggio con Arvedi, salvo poi confrontarsi coi sindacati. Uno dei primi punti che affronteremo sarà sicuramente quello sugli scatti di anzianità, che devono essere ripristinati».

«Entro il 28 febbraio va chiusa la trattativa - dice Gabrielli - Comunque gli algerini hanno confermato gli impegni e la promessa che staccheranno gli assegni non appena verrà confermata la vendita».

In settimana Cevital è attesa anche al ministero dello Sviluppo economico, per discutere della questione dell’energia col viceministro Claudio De Vincenti.
Giovedì 29 invece Fim, Fiom, Uilm e i coordinatori rsu Magona sono attesi a Roma dal sottosegretario Silvia Velo per la questione degli ammortizzatori sociali. E il 2 febbraio alla ex Lucchini si terranno le assemblee di fabbrica.
 

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