Il dolore
«Rebrab è un imprenditore, nessuna sudditanza»
PIOMBINO. Governo, se ci sei batti un colpo. E’ l’invito del M5s a proposito di Cevital e non solo. In attesa che venga presentato il piano industriale, dicono i Cinque stelle, «parliamo di ciò che...
PIOMBINO. Governo, se ci sei batti un colpo. E’ l’invito del M5s a proposito di Cevital e non solo. In attesa che venga presentato il piano industriale, dicono i Cinque stelle, «parliamo di ciò che sappiamo. Issad Rebrab, come qualsiasi imprenditore al mondo, non è un filantropo, ma ha come obiettivo la massimizzazione dei profitti e ciò non può che passare dalla ricontrattazione dei diritti dei lavoratori. Quindi d’ora in avanti è bene incanalare i termini della trattativa su livelli di parità. Da un lato Cevital investe su Piombino e dall’altro noi gli concediamo il nostro territorio, i nostri lavoratori e il nostro know-how, quindi nessuna sudditanza. Pare che l’intenzione di Cevital sia quella di azzerare i contratti integrativi e quello che apparentemente può apparire come il mantenimento di un privilegio, in realtà è una pesante restrizione per una categoria che è già di per sé una delle meno retribuite d’Italia. Da una prima analisi i lavoratori Lucchini potrebbero perdere in media 3.500 euro all’anno, senza considerare che da alcuni servizi aggiuntivi come la mensa aziendale dipende il posto di lavoro di molti addetti».
Poi il porto: «Il nuovo porto è una risorsa occupazionale fondamentale per gli sviluppi futuri della città, il peggior errore che si potrebbe commettere in questa fase sarebbe concedere a un singolo soggetto un ruolo preponderante nella gestione dell’infrastruttura. Perseguire la massima presenza sostenibile di imprese che gravitano sul porto è l’unica garanzia contro le bizzarrie del mercato, soprattutto perché sembra sempre più evidente che il principale settore in cui Cevital vuole investire è proprio la logistica. E’ altresì evidente che i livelli occupazionali che garantisce la siderurgia difficilmente possono essere recuperati nella logistica, com’è vero che la legge Marzano obbliga Cevital al mantenimento in forza per 2 anni (guarda caso il periodo di durata degli ammortizzatori sociali) dei lavoratori assunti al momento della firma e al termine dei quali potranno essere licenziati. E qui entra in gioco il secondo grande assente di questa storia: il governo. Questa è una fase cruciale e dall’esito di questa trattativa dipende il futuro del nostro territorio. Noi vogliamo un governo presente nella trattativa e che garantisca i dovuti livelli di trasparenza».
E ancora: «Anche dal punto di vista delle tutele per la salute è doveroso mettere fin da ora i dovuti vincoli. Verranno utilizzate le massime tecnologie disponibili nel contenimento delle emissioni inquinanti? I forni elettrici saranno di nuova costruzione o verranno comprati usati come già si vocifera? Quantomeno troviamo legittimo mettere a conoscenza dei termini del preliminare di vendita i lavoratori e la politica, ma a distanza di mesi ancora non si conosce neanche il reale prezzo di acquisto della Lucchini». Il M5s invita quindi il sindaco Massimo Giuliani «che era presente all'atto della firma, a rendere finalmente pubblico il contenuto di quel preliminare».
E infine: «Quando un anno fa parlavamo di nazionalizzazione siamo stati trattati da eretici, perché l' Europa non ce l'avrebbe mai permesso, ed ecco che adesso siamo a discutere della nazionalizzazione dell’Ilva di Taranto. Evidentemente per il governo c’è una siderurgia di serie A e una di serie B».
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