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Biblioteca, cimitero e archivio storico ai privati

Valeria Parrini
La biblioteca di Piombino (foto Paolo Barlettani)
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La biblioteca di Piombino (foto Paolo Barlettani)

Via ai bandi per la esternalizzazione di numerosi servizi

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PIOMBINO. Privatizzazione del cimitero, dell’archivio storico e della biblioteca comunale: la giunta tira dritto e a passi veloci.

L’assessore al Personale, Lido Francini, indica giugno come il termine entro il quale i tre servizi saranno assegnati ai soggetti che si aggiudicheranno gli appalti.

«I nostri uffici stanno lavorando alla stesura dei bandi, i tempi tecnici ci sono per poter chiudere tutta la partita a inizio estate», spiega Francini. Con le Rsu c’è un accordo sostanziale sulla gestione dei nuovi pensionamenti che matureranno da qui a fine anno e che sono alla base della decisione di terziarizzare. Entro dicembre lasceranno il lavoro 13 persone.

Nel 2014 furono 6. Le uscite si sommano al turn over bloccato mentre per quest’anno si ipotizzano, senza conferme, solo un paio di assunzioni. Dalla somma di queste certezze nasce il progetto del Comune la cui pianta organica negli anni è stata sfrondata sensibilmente. Nel 2003 i dipendenti erano 294, a fine anno saranno 207.

C’è da dire anche che una parte dei servizi avviati verso la privatizzazione sono già gestiti da terzi. Due dei quattro operai del cimitero sono dipendenti di una ditta mentre l'attività della biblioteca va avanti con la collaborazione di una cooperativa. Francini conferma che il Comune pensa di lasciare nelle proprie mani i vertici amministrativi. E questo convince i sindacati.

Per la Casa delle bifore, che ospita l’archivio storico, molto ruota intorno al pensionamento dell’unica operatrice rimasta. L’uscita è prevista in ottobre. Se le previsioni di Francini saranno rispettate, ci sarà la possibilità di procedere ad un passaggio delle consegne meno problematico, grazie alle competenze della responsabile attuale. Che, di fatto, l’archivio ha contribuito a crearlo. Per le Rsu, però, proprio perchè parliamo di un patrimonio culturale grande, che supera i confini del comprensorio, continua ad essere fondamentale il ruolo pubblico.

Tradotto significa una testa pensante con competenze che superino gli elementi tecnici della gestione. E su questo, si aspettano conferme in fase di elaborazione del bando. Quando il cantiere infinito delle ex officine Ipsia in piazza Manzoni chiuderà i lavori per il polo culturale, l'archivio storico dopo e la biblioteca prima, si trasferiranno lì. Questo libererà la Casa delle bifore, a due passi dal palazzo comunale, sulla cui destinazione finale non c’è ancora chiarezza. La Falesiana, invece, continua ad essere in vendita col blocco degli ex licei.

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