Lutto
I porti affidati ai commissari in attesa della riforma
Guerrieri in corsa per Livorno, a Piombino in teoria è sempre in piedi la candidatura Anselmi. Ma la nuova legge è destinata a cambiare tutto
PIOMBINO. A Livorno ci si spacca già sul suo nome. Più che altro per questioni politiche (Pd-Cinque stelle). A Piombino non si capisce cosa succederà quando scadrà il suo ultimo mandato.
Luciano Guerrieri, commissario dell’Autorità portuale di Piombino e dell’Elba, mette le mani avanti e attende gli eventi: «Siamo ancora in una fase di grande incertezza, si possono soltanto fare ipotesi ma non è possibile andare oltre».
E in effetti è così, con le autorità portuali i cui vertici scadono uno dopo l’altro mentre si attende la riforma.
Di cosa succederà a Livorno si discuterà anche oggi, visto che il consiglio comunale del capoluogo si riunirà proprio per affrontare il tema della terna di candidati da sottoporre al ministro Maurizio Lupi. La Camera di commercio, dell’industria e dell’artigianato ha già fatto il nome di Guerrieri, e lo ha fatto quasi all’unanimità (otto voti su nove). Gli altri enti che dovranno proporre una candidatura sono la Provincia, il Comune di Capraia isola e quello di Livorno. Per quest’ultimo, il sindaco Filippo Nogarin ha già mandato a dire attraverso un suo portavoce che non voterà Guerrieri, considerato un «simbolo della continuità». Nel frattempo i due Pd (livornese e piombinese) si scambiano baci in un continuo riavvicinamento. Anche la questione dei porti, per il Pd della costa, potrebbe essere un’occasione di saldatura.
Ma a Piombino cosa succederà? Qui Guerrieri sta portando a conclusione il suo terzo mandato (due da commissario, uno da presidente) culminato con l’operazione ampliamento. Un anno fa sembrava che il suo successore dovesse essere l’allora sindaco Gianni Anselmi, indicato dagli enti competenti. Poi tutto si raffreddò e poi naufragò, con Anselmi dimenticato e Guerrieri prorogato di nuovo in attesa della riforma.
Ma a che punto è questa riforma? L’articolo 29 del decreto Sblocca Italia aveva ordinato alle Autorità portuali di inviare, entro il 12 dicembre, gli interventi in corso o da intraprendere ai fini della redazione (da parte del Governo ed entro sessanta giorni) del Piano strategico della portualità e della logistica. Quindi la riforma della riforma (la legge 84/94 tuttora in vigore) dovrebbe scattare entro il 12 febbraio. E dovrà contenere anche il capitolo sugli accorpamenti delle Autorità portuali. Il ministro Lupi, che si è avvalso anche della consulenza di Ernst & Young, ha nominato una commissione di 15 esperti per lucidare la bozza. Bozza che Lupi dovrebbe presentare il 9 febbraio agli Stati generali della portualità e della logistica. Per poi giungere alla riforma con un decreto legge.
Nel frattempo le Autorità portuali scadute vengono commissariate e tenute “in caldo”. Il 17 aprile scadrà quella di Livorno, presieduta da Giuliano Gallanti. Il 5 maggio quella di Piombino, dove Guerrieri è al terzo giro. E le regole al momento sono ancora quelle stabilite dalla legge 84/94: quindi tre mesi prima della scadenza deve essere indicata una terna. A Livorno quindi sono anche in ritardo.
E’ chiaro che si preferisca la figura temporanea del commissario, anche se un Guerrieri commissario a Livorno potrebbe essere confermato anche alla guida del nuovo ente che potrebbe accorpare Livorno, Piombino e Carrara. Si dice che queste ultime manterrebbero comunque un’autonomia e una figura di riferimento. Un direttore, insomma. Ma sono solo voci e ipotesi. Per il resto, è il caso di dirlo, siamo ancora in alto mare.
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