Il Tirreno

Guerrieri: il polo di rottamazione si farà

di Alessandro De Gregorio

«Solo una questione di tempi tecnici». Allo studio un accordo quadro con Cevital, va avanti la trattativa con General electric

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PIOMBINO. Il polo di rottamazione navale si farà. Le trattative con General electric proseguono. E con Issad Rebrab a breve verrà firmato una specie di precontratto, un accordo quadro sulle cose da fare, le aree da occupare, quelle da restituire.

Luciano Guerrieri conferma e dà notizie a proposito del porto piombinese mentre i lavori di ampliamento procedono e puntano a concludersi entro l’estate.

Il commissario dell’Autorità portuale per prima cosa vuole spazzare via ogni dubbio relativo alla questione delle navi da rottamare, business previsto dall'Accordo di programma dello scorso aprile ma che secondo alcuni sarebbe già naufragato, più che slittato.

«Nessun naufragio e nessuna confusione - dice Guerrieri - Bisogna solo attendere i tempi tecnici necessari al completamento dell’iter. Il Cipe ha stanziato altri 20 milioni, ci sono notifiche da fare e prima di indire la gara bisogna attendere il nullaosta della commissione europea. Nel frattempo però la banchina è in costruzione. I 20 milioni in più che adesso abbiamo ottenuto dal Cipe ci serviranno per completare l’infrastruttura che ospiterà l’impianto di rottamazione delle navi. Impianto che costerà intorno a 30 milioni di euro e sarà tutto a carico dei privati».

Anche su questo punto la confusione non è mancata, tra milioni che fioccavano e progetti solo annunciati. Ma Guerrieri ribadisce: «Nessuna confusione. La piattaforma verrà installata su un’area pubblica che daremo in concessione. Ma per darla in concessione, e quindi per consentire ai privati di installare macchinari, gru e tutto quello che serve, dobbiamo fare una gara. E la gara la si potrà fare soltanto quando ci arriverà il nullaosta della commissione europea. Quindi c’è solo da attendere. Ma il polo si farà eccome e c’è un forte interesse a realizzarlo. Più privati, più gruppi si sono fatti avanti per chiedere informazioni. Poi non so quanti di questi parteciperanno alla gara, ma l’interesse c’è ed è concreto».

Ma la partita più grossa sarà quella con Cevital. Sia sul fronte siderurgico che su quello prettamente logistico-portuale. Venerdì Guerrieri ha ricevuto la visita di Issad Rebrab e del suo braccio destro Farid Tidjani. Un primo incontro «molto macro» come lo definisce Guerrieri, ma che è servito a stabilire un punto di partenza: mettere nero su bianco le rispettive necessità.

«A noi - spiega Guerrieri - interessa vedere il piano industriale, conoscere la dislocazione impiantistica sul territorio e il definitivo assetto delle aree con cui Cevital intende subentrare nella concessione ex Lucchini. Perché l’entità degli impianti, la loro dislocazione e le progettualità dell’Autorità portuale si devono integrare. Diciamo che abbiamo fatto un ragionamento molto generale e che c’è stata una sostanziale concordanza di idee. Rebrab ha detto che ha bisogno di una ventina di giorni, del resto fino al primo aprile non possono sottoscrivere niente perché c'è ancora la procedura in corso, per definire bene questo grande progetto calato sul nostro territorio. Ed è questo che a noi serve per poter entrare nel merito di una fase autorizzativa che sia efficiente e tempestiva».

«La loro molteplice attività - aggiunge Guerrieri - dovrà svolgersi su molte aree che fanno parte del demanio marittimo, di competenza dell’Autorità portuale. Ci sono aree che resteranno a disposizione dell’industria, altre che verranno recuperate dall’Autorità, aree di proprietà privata che passeranno al pubblico eccetera. La regolazione di tutti questi rapporti incrociati deve essere messa in chiaro. Rebrab ha solo indicato le zone in via generale, a noi serve un quadro preciso e dettagliato. Per esempio gli abbiamo detto quali sono le nostre esigenze inderogabili, come l’area dei carbonili che intendiamo recuperare. E poi le questioni della viabilità stradale e ferroviaria, il passaggio interno, la strada Dalmine, la 398. Cevital ha bisogno di queste infrastrutture ma ne abbiamo bisogno anche noi, quindi va regolato il rapporto di utilizzazione. E’ una problematica molto complessa ma noi abbiamo le idee chiare, e credo che lo abbiano capito anche loro. C’è molta disponibilità a concordare insieme le soluzioni migliori per tutti. Per questo ci siamo presi l’incarico di tradurre gli impegni in una specie di preaccordo, di precontratto quadro da riempire puntualmente con tutti i passaggi successivi».

E poi c’è General electric e l’affare delle turbine a gas. Guerrieri conferma che la trattativa è in corso. Presto ci sarà una nuova riunione anche con i manager del colosso americano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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