Il dolore
«Tempo perso e animali morti»
Biagini (Casa Margot) si rivolgerà alla forestale per fare chiarezza
PIOMBINO. Aggiornamenti sulla vicenda dei cani sequestrati in un casolare in località Fiorentina lo scorso dicembre da Forestale e Wwf, in collaborazione con Enpa. Nell’occasione furono 14 i cani portati via (10 durante il sequestro vero e proprio, altri quattro, mamma e cuccioli, nei giorni precedenti) dalla proprietà di una signora del posto con problemi mentali, che pare essere stata anche lei, oltre agli animali, vittima del reale proprietario dei cani, un uomo adesso residente nell’Aretino. A pochi giorni dall’operazione il presidente dell’associazione animalista piombinese “La casa di Margot”,Maria Cristina Biagini, chiese con una lettera chiarimenti sulla vicenda al comandante dei vigili urbani e al dirigente del servizio ambiente, Camilla Cerrina Feroni.
Dopo la risposta del comandante Galeazzi, è arrivata a Biagini la replica dell’architetto Cerrina. «Alle mie molteplici domande, l’architetto Cerrina risponde che non c’erano altri cani nella proprietà oltre a quelli sequestrati, che non ci fu alcun decesso di animali tra il loro rinvenimento e il sequestro, che non passarono dieci giorni dal sopralluogo al sequestro, ma pochi, e che attualmente tutti i cani sono in canile e versano in buone condizioni – afferma Biagini – Intanto, pur non essendo stata presente al sequestro e non avendo visionato il luogo, mi risulta che i cani fossero molti di più, almeno una trentina. Magari non al momento del sopralluogo, ma in ogni caso credo sia interessante, nel bene degli animali, sapere che fine abbiano fatto gli altri, anche se il reale proprietario non è più residente a Piombino». «Che non siano morti animali tra il sopralluogo e il sequestro mi pare strano – prosegue Biagini, riferendosi anche all’articolo pubblicato dal Tirreno il 9 dicembre – Anche il giornale ha parlato di animali, non cani, morti intorno e dietro il casolare, e poi la signora che vi abita aveva due cani di proprietà, uno dei quali sembrerebbe morto proprio in quel lasso di tempo; mistero semplice da scoprire, controllando con l’anagrafe canina». Biagini ha da ridire sul tempo trascorso tra il sopralluogo e il sequestro, giustificato dal Comune per l’organizzazione del canile e per avere il nulla osta dall’Asl: «Forse non ci saranno voluti dieci giorni, ma comunque sono stati troppi – sostiene il presidente della Casa di Margot – So per esperienza, avendo gestito la stessa struttura in passato, che per organizzare un canile all’accoglienza anche di numerosi cani occorrono non più di due ore, mentre invece vorrei sapere per quale motivo sia stato chiesto il nulla osta, dal momento che nella normalità non serve. Infine, l’architetto Cerrina non ha risposto al mio ultimo interrogativo: quanti cani ci sono attualmente in canile?».
«Cerrina conclude invitandomi a contattare per eventuali chiarimenti il corpo forestale – continua Biagini – Cosa che farò, dal momento che quanto affermato dal dirigente del servizio ambiente del Comune di Piombino non mi risulta corrispondere alla realtà delle cose».
Francesca Lenzi
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