Caso Unicalce, il sindaco al fianco dei 22 dipendenti
Tutti in cassa integrazione dopo la chiusura dell’altoforno, ora chiedono aiuto Soffritti: «Sarò il loro portavoce, cercheremo di capire le intenzioni di Cevital»
CAMPIGLIA. «Sono al fianco dei lavoratori e mi farò di certo portavoce delle loro richieste». Il sindaco Rossana Soffritti accoglie l’appello dei 22 dipendenti della Unicalce spa, dichiarandosi pronta a sostenere i loro interessi nelle trattative aperte a Piombino sul futuro della Lucchini targata Cevital.
La crisi in cui è piombato lo stabilimento campigliese è da tempo purtroppo nota al primo cittadino, che si era già messa in contatto con i vertici aziendali e con le rappresentanze sindacali per affrontare la questione. Sono state le Rsu a lanciare il grido d’allarme per le preoccupanti sorti dei lavoratori, che, già cassintegrati da oltre un anno a causa della chiusura dell’altoforno piombinese, hanno davanti la prospettiva di altri 12 mesi di cassa integrazione straordinaria: per questo la richiesta alle istituzioni di aiutarli a mettersi in contatto con la Cevital e a entrare a far parte dell’accordo di programma. Soltanto così, hanno come sottolineato dai sindacati di stabilimento, potranno arrivare garanzie e certezze che la Unicalce non chiuda mandando a casa i suoi dipendenti. E’ infatti dalla rinascita dell’attività siderurgica della Lucchini che dipende il rilancio dell’azienda, produttrice di calce, con la maggior parte della quale (la quasi totalità) rifornivano l’altoforno, e premiscelati destinati all’edilizia. «Conosco le condizioni critiche dei dipendenti, sono a loro molto vicina – ha detto il primo cittadino – e farò tutto quel che è possibile per far sentire la loro voce nelle trattative piombinesi. Avevo già incontrato tempo fa i vertici aziendali della Unicalce, e aspettavano di conoscere quali sarebbero state le sorti del polo siderurgico. Ho parlato anche con le Rsu, con cui sono in costante contatto. Quel che posso dire per il momento è che nelle prossime settimane cercheremo di capire le intenzioni della Cevital e come sarà definita la questione dell’approvvigionamento di materiale necessario all’attività siderurgica e soprattutto la quantità. Oltretutto cambierà il ciclo produttivo visto che dall’altoforno si passerà al forno elettrico. Quindi il primo elemento da capire è quale sarà il piano industriale della siderurgia, per cui saranno più chiari fabbisogni e produzione locale».
La Unicalce spa ha il quartier generale a Lecco e altri 14 stabilimenti in tutta Italia. A Campiglia è presente da circa 40 anni. «L’azienda – aggiunge il sindaco Soffritti – ovviamente investe qui se ha la possibilità di lavorare. Ma se diventa partner della siderurgia piombinese è necessario che poi continui a investire qui, e che il materiale sia preso da qui».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google