Il dolore
Paola Gorini alla Biennale
PIOMBINO. Con due quadri è in gara alla Biennale di Palermo e non usa mezzi termini: «Il primo premio è di diecimila euro e io spero proprio di vincerlo». Si tratta di Paola Gorini, artista...
PIOMBINO. Con due quadri è in gara alla Biennale di Palermo e non usa mezzi termini: «Il primo premio è di diecimila euro e io spero proprio di vincerlo».
Si tratta di Paola Gorini, artista piombinese. Le sue tele che sono state scelte dal comitato scientifico (presieduto da Paolo Levi) e dal direttore artistico Sandro Serradifalco sono “Olocausto” e “Natura morta”.
Il primo, come spiega la stessa autrice, «rappresenta la considerazione che i tedeschi avevano per gli ebrei. Infatti sul quadro c’è scritto “Questo non è un uomo”. Li riducevano a larve umane togliendogli tutto, dignità compresa». Il quadro al centro ha un teschio con i denti d’oro «perché prima di ucciderli gli toglievano anche quelli», dice ancora l’autrice.
Paola Gorini ha frequentato la scuola di grafica pubblicitaria a Firenze. «Tornata a casa - dice - mi sono iscritta ad alcuni corsi di ceramica e di pittura. Ho sempre avuto la passione per il disegno ma non ho mai frequentato la scuola dell’arte e forse per me è stato meglio perché così nessuno ha potuto influenzarmi con i suoi schemi. Ho fatto diverse mostre e ho avuto sempre ottimi commenti».
Alla seconda Biennale internazionale di Palermo, che si concluderà domenica al Politeama, partecipano pittori, scultori e fotografi da tutto il mondo. All’evento partecipano tre noti critici d'Arte: il già citato Levi, Vittorio Sgarbi e Philippe Daverio.
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