Sicurezza
Le bonifiche all'esame della Corte dei Conti
Incontro a Roma con il viceministro De Vincenti, Enrico Rossi, Massimo Giuliani e Luciano Guerrieri
PIOMBINO. L’attuazione dell’Accordo di programma di Piombino e le iniziative per l’area di crisi di Livorno. Sono le due questioni che giovedì 22 sono state affrontate dal presidente della Regione, Enrico Rossi, in due riunioni al ministero dello sviluppo economico con il viceministro Claudio De Vincenti.
Presenti, a quella dedicata a Piombino, l’assessore alle attività produttive Gianfranco Simoncini, il sindaco Massimo Giuliani e il vice Stefano Ferrini, il presidente della Provincia, Alessandro Franchi, il presidente di Logistica Toscana, Vanni Buonadio e il presidente dell'Autortià portuale, Luciano Guerrieri.
«Abbiamo messo in cima ai nostri impegni la questione del lavoro – ha affermato Rossi al termine dei due incontri – perché questa è la principale preoccupazione delle famiglie e dei nostri giovani. Sappiamo bene che non tutto dipende da noi. Però per quanto ci riguarda facciamo tutto il possibile per favorire la crescita e lo sviluppo della Toscana».
Per Piombino, l’attuazione dell’Accordo di programma procede nel rispetto dei tempi. Sono stati deliberati dal Cipe 20 milioni destinati al finanziamento della rottamazione delle navi militari e 50 milioni per le bonifiche. Adesso l’iter è arrivato alla Corte dei conti per il controllo finale, che dovrebbe concludersi entro un mese. Una volta che le risorse saranno disponibili saranno avviati i lavori, entro la primavera, da parte di Invitalia Ambiente, che sarà l’ente attuatore. Il tutto nel rispetto della clausola sociale contenuta nell’Accordo per l'utilizzo dei lavoratori ex Lucchini in cassa integrazione.
Tempi più lunghi per la rottamazione delle navi militari. Su questo l’Autorità portuale è chiamata a indire, entro l’estate, una gara per individuare l’impresa demolitrice e poi completare le opere infrastrutturali necessarie. Rossi ha inoltre posto il tema del costo dell’energia elettrica per le imprese del polo siderurgico, qualunque sia la fonte e il fornitore di provenienza.
«Ho posto con forza questa questione – dice – perché senza energia competitiva non si può far ripartire la siderurgia a Piombino. Ho chiesto al Governo una risposta in grado di garantire la competitività delle imprese impegnate nel polo siderurgico».
Intanto venerdì 23 comincia il confronto tra sindacati e Cevital, primo capitolo di una trattativa delicata che ruoterà soprattutto attorno a due punti: la sorte dei 300 lavoratori che mancano all’appello gli accordi aziendali precedenti. Cevital ha ribadito che i riassunti saranno 1.860 contro i 2.200 della ex Lucchini, che verranno salvaguardati qualifiche e livelli ma anche che sugli accordi aziendali si ripartirà da capo.
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