Italia
Ex miniere, l’Università interessata alle quote
Il sindaco di Rio nell’Elba chiede alla Provincia di fermare l’asta pubblica e rivela: «Il dipartimento di Scienze della terra ha chiesto informazioni sul Parco»
RIO NELL’ELBA. Spunta l’interesse dell’Università di Firenze sul Parco minerario e mineralogico dell’Elba. Lo rende il sindaco di Rio Elba, Claudio De Santi, in una lettera indirizzata al presidente della Provincia di Livorno Alessandro Franchi. Invitandolo a prendere in considerazione quest’ultimo aspetto emerso in queste ore.
Come si sa la Provincia è intenzionata a disfarsi delle quote partecipative della società che gestisce il comparto minerario e ha intenzione di metterle all’asta, suscitando le reazioni delle istituzioni locali e anche dei cittadini che temono che sia in pericolo il futuro dello stesso parco. Un provvedimento che aveva colto di sorpresa un po’ tutti.
«Eravamo a conoscenza – dice sempre il primo cittadino di Rio Elba, Claudio De Santi – della volontà di alienazione della Provincia, considerato il particolare momento politico del nostro Paese. Ma da qui a pensare di disfarsi delle quote azionarie del parco minerario ce ne passa. Nessuno ci aveva avvertito di un imminente passaggio».
Da un simile contesto scaturisce l’invito, sempre rivolto dal primo citatdino di Rio Elba al presidente Franchi, di soprassedere alla data del 28 gennaio prossimo, giorno previsto per l’apertura dell’asta pubblica. «Non capisco tanta fretta – puntualizza ancora Claudio De Santi – Ritengo che ci sia modo e modo per fare le cose. A me tutta questa improvvisa sollecitudine a disfarsi delle quote e il prezzo fissato come base mi lasciano un pochino pensieroso. E poi, inoltre, la decisione andava condivisa, come andavano spiegati meglio alla popolazione i motivi che avevano ispirato una simile e drastica risoluzione. Non foss’altra nel rispetto della memoria».
Ora c’è una ragione in più per fermare e procrastinare la data di apertura dell’asta pubblica. Ed è rappresentata proprio dall’università di Firenze, nella fattispecie del Museo di Storia Naturale e Dipartimento di Scienze della Terra.
Questo istituto sì che non ha perso la memoria e sa molto bene quali emergenze e quali esemplari eccezionali (alcuni dei quali sono esposti nelle bacheche a disposizione degli studiosi) è ricca l’Isola d’Elba.
«Ho chiesto – dice ancora Claudio De Santi - la sospensione del bando d'asta pubblica, proprio in virtù di questi nuovi sviluppi. Ora attendo speranzoso – conclude il primo cittadino di Rio Elba – la risposta del presidente».
E le reazioni all’intervento di De Santi non tardano a farsi sentire; commenti positivi e d’incitamento nell’andare avanti nell’azione intrapresa per il bene della comunità riese.
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