Sicurezza
Ecco perché Portoferraio ricorre al Tar
Nel mirino il declassamento in ospedale di prossimità: «Non considerate le caratteristiche dell’isola»
PORTOFERRAIO. «Il provvedimento è affetto da gravissimi vizi sostanziali e procedurali e incide negativamente sulle prerogative, interessi e diritti dei cittadini elbani e di Portoferraio in particolare». È quanto si legge nel ricorso al Tar presentato, lo scorso 19 gennaio, dal Comune di Portoferraio che ha deciso di impugnare di fronte ai giudici amministrativi il piano sanitario approvato dal consiglio regionale. Il motivo del ricorso? Il piano non tiene conto delle caratteristiche del territorio elbano che, come si legge nel testo del ricorso affidato al legale Mario Chiti del Forto di Firenze, sono «particolarissime».
Nel ricorso si ricorda come sull’isola, estesa per 223 chilometri quadrati, abiti una popolazione stabile di 37000 persone che tuttavia, per almeno sei mesi all’anno, si dilatano (ogni anno vengono accolte in media 500mila persone). Secondo il Comune di Portoferraio, a fronte di tali numeri, il presidio ospedaliero di Portoferraio dovrebbe essere classificato come soepdale di base e non, come appare oggi, come ospedale di prossimità.
Un declassamento che, come si legge nel ricorso, è stato attuato in virtù di un approccio prettamente matematico, facendo riferimento al numero dei residenti.
Come conseguenze pratiche nei confronti degli utenti elbani il piano sanitario, secondo quanto affermato nel ricorso presentato al Tar, il presidio di Portoferraio «si caratterizzerà inevitabilmente come una sorta di ambulatorio per patologie a bassa intensità, mentre tutti gli altri servizi saranno garantiti mediante l’integrazione con i medici di un ospedale di base, con l’emergenza chirurgica e cardiologica affidata al trasferimento presso strutture di livello superiore».
Nel ricorso al tar viene conisderato violato l’accordo tra la Regione e i sindaci del novembre 2012. Così come si intendono violato gli articoli 3 e 32 della Costituzione, oltre alle norme e i principi in materia di programmazione regionale. Per questo, si conclude nel ricorso al Tar, si chiede di «annullare il piano sanitario approivato dal consiglio regionale con una delibera del 5 novembre del 2014.
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