Il Tirreno

La cultura che piace Cinema al Castello e mosaico ritrovato

di Cecilia Cecchi

PIOMBINO. Valorizzare le risorse culturali del territorio, non più una per volta e non più a breve termine. «Il ritrovato mosaico di Vignale Riotorto (nella foto ) – interviene in proposito l’assessor...

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PIOMBINO. Valorizzare le risorse culturali del territorio, non più una per volta e non più a breve termine. «Il ritrovato mosaico di Vignale Riotorto (nella foto ) – interviene in proposito l’assessore alla cultura, Paola Pellegrini – così come gli appuntamenti tra storia, architettura e natura, grazie alla sinergia tra “Baco - Archivio Vittorio Giorgini”, Parchi e amministrazione, che da Baratti ora aprono nuovi scenari per il Castello di Piombino, sono diversi aspetti di uno stesso progetto di promozione e rilancio di questo nostro territorio così ricco di opportunità».

Castello. Giovedì 22 (alle 21) il primo appuntamento con “I giovedì di Baco al Castello”.

«Il primo appuntamento – spiega Paola Pellegrini – è con il cinema: verrà proiettato il film "Brazil", del 1985 diretto da Terry Gilliam. Ispirato a 1984 di George Orwell e diretto da un membro dei Monty Python, Brazil (che è il titolo della famosa canzone degli anni Quaranta simbolo di evasione) è una bizzarra e straripante metafora contro le dittature in nome della libertà». Per la visione è previsto un contributo di 3 euro, ma è possibile fare, con 10 euro, una tessera per l'intero ciclo di 4 film. I contributi serviranno per finanziare questa e altre attività di Baco.

Storia. Venerdì 23, alle 17, nella saletta rossa si parlerà di nuovo del mosaico di Vignale. «Stiamo lavorando dal momento del suo ritrovamento, nell’autunno scorso, per renderlo in qualche modo visibile – ricorda Paola Pellegrini – condividendo a pieno il progetto di archeologia pubblica del dipartimento di scienze storiche e dei beni culturali dell’Università di Siena in questo sito di Vignale». L’assessore alla cultura, insieme all’Associazione Archelogica Piombinese ha promosso l’incontro di venerdì con Elisabetta Giorgi ( sin dal 2003 insieme a Enrico Zanini dall’Università di Siena), è impegnata su questa ricerca. «Mosaico importantissimo dal punto di vista storico, cambio di passo per il progetto Vignale – conclude Pellegrini – in tutto una quarantina di metri quadrati di tessere che lo rendono il mosaico più grande dell’epoca - I a.C. almeno oltre il V d.C. - della Toscana e probabilmente di tutta l'Italia centrale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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