Attenzione
IL SINDACATO SCELGA SU COSA PUNTARE
DI CRISTIANO LOZITO. La mossa con cui Issad Rebrab si presenta al tavolo del confronto con Fim, Fiom e Uilm – riassunzione per 1860 lavoratori su 2200 e azzeramento di tutti i vecchi accordi...
DI CRISTIANO LOZITO. La mossa con cui Issad Rebrab si presenta al tavolo del confronto con Fim, Fiom e Uilm – riassunzione per 1860 lavoratori su 2200 e azzeramento di tutti i vecchi accordi aziendali – non avrebbe dovuto meravigliare il sindacato, dove invece si avverte una certa agitazione, forse per aver ripetuto un po’ troppe volte ai lavoratori che non c’erano problemi con gli algerini, men che mai per i 300 che mancano all’appello dei riassunti. Qualcuno, ma non solo nel sindacato, evidentemente ha creduto che monsieur Cevital fosse un filantropo e non un uomo d’affari, che ha fatto i soldi ovunque raccogliendo imprese decotte e riportandole in attivo, certo non aumentando diritti e stipendi, ma facendo tagli di personale (contenuti per la verità) ed eliminando gli sprechi. Prende una fabbrica fallita, Rebrab – ancora qualcuno in città fatica a capirlo – e propone di riassumere l’85% dei dipendenti, annunciando investimenti per qualche altro centinaio di posti. Situazione inimmaginabile pochi mesi fa, che gli consegna un indubbio vantaggio. Nei vecchi accordi c’è un po’ di tutto: per fare degli esempi la mensa ma anche premi produzione a prescindere, la partecipazione dell’azienda alle spese di trasporto. Il sindacato ha un compito difficilissimo, ma nella trattativa ha pure l’occasione di mostrare un atteggiamento nuovo, in linea con i tempi: individuando gli aspetti che contano davvero in quegli accordi, su cui è disposto a tener duro, separandoli da altri elementi, che oggi possono sembrare più simili a un privilegio che a un diritto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google