Sicurezza
«Il Castello sarà un punto di riferimento»
Partono oggi i “Giovedì di Baco”, parla il presidente dell’associazione, Marco Del Francia
PIOMBINO. Torna da oggi la collaborazione tra “Baco, Archivio Vittorio Giorgini”, Parchi Val di Cornia e Comune di Piombino, sancita da un protocollo di intesa che vede le tre istituzioni operare in sinergia nell’ambito delle attività legate alla valorizzazione delle risorse culturali del territorio. Si parte con “I giovedì di Baco nel Castello”, otto appuntamenti tra gennaio e marzo, dove conferenze, seminari formativi, presentazione di workshop fotografici e di libri, si alterneranno in mezzo ad un ciclo di 4 proiezioni cinematografiche a tema. In questa occasione incontriamo il presidente di Baco, l’architetto Marco Del Francia, assistente ma soprattutto amico negli ultimi 13 anni di vita di Vittorio Giorgini.
Cos’ è Baco?
«Baratti Architettura e Arte Contemporanea è un’associazione no profit nata nel 2012 per conservare e valorizzare l’archivio e le opere dell’architetto fiorentino scomparso nel 2010 all’età di 83 anni, geniale autore di ricerche progettuali di sperimentazione basate sull’osservazione della natura. Con Baratti Giorgini ha intessuto un’appassionante e indissolubile rapporto d’amore, dal quale sono rimaste a testimonianza due originalissime sue opere: Casa Esagono del 1957 e Casa Saldarini (attuale Sgorbini), detta “la balena” del 1962. La valorizzazione di queste due opere è stata svolta da Baco attraverso l’organizzazione di varie attività».
Ora partono i giovedì.
«I giovedì di Baco nel Castello si inseriscono all’interno delle eventi che l’associazione svolge ormai da un anno in collaborazione con la Parchi Val di Cornia. Raccogliamo il testimone dei giovedì culturali della scorsa estate nel Parco archeologico di Baratti e Populonia».
Quale è la particolarità di questo progetto?
«Per la stagione invernale, con i soci Fabio Caciagli, Agostino Carpo, Erica Foggi e Francesca Lampredi, in accordo con la Parchi e il Comune, abbiamo deciso di creare una manifestazione che vedesse coinvolto il Museo del Castello e delle Ceramiche Medievali, una struttura molto complessa e affascinante dal punto di vista architettonico, con un suo ormai riconosciuto connotato museologico, ma che soffre di visibilità e attrattiva durante l’inverno. Vorremmo che il Castello diventasse per la città di Piombino un punto di riferimento in cui riconoscersi e trovare sempre nuove offerte culturali”.
Cosa si augura per il futuro, a seguito di questi appuntamenti?
«Pensiamo che la varietà degli argomenti, che attingono in modo interdisciplinare dalle varie espressioni e linguaggi dell’arte e della comunicazione, possono essere la chiave per stimolare nuove riflessioni sulla produzione e diffusione del sapere».
Qual è l’offerta culturale dei singoli eventi? Per il cinema cosa avete pensato?
«L’architettura è raccontata attraverso il cinema (oggi, 5 e 19 febbraio, 5 marzo), con la proiezione quattro pellicole di genere fantascientifico curate da Lampredi e con la collaborazione di Officine Cineclub Piombino, in particolare Francesca Lenzi e Marco Formaioni: “Brazil” di Terry Gilliam, (1985), “Tron Legacy“ di Joseph Kosinksi (2010) e “Fahrenheit 451” di Francois Truffaut (1966) perché costituiscono con le loro visionarie scenografie esempi di costruzioni di quattro diverse ipotetiche Babele del futuro. Un sentito omaggio invece concluderà il ciclo con “Solaris” di Tarkovskij (1972), pietra miliare del fantascientifico».
E le conferenze?
«Una sarà dedicata alle nuove tecnologie al servizio dei beni culturali (12 febbraio) . Una parte didattica sarà riservata ad un seminario aperto al pubblico (26 febbraio), ma che darà modo di avere crediti formativi per gli architetti, relativo alle costruzioni in bamboo e alle case di paglia. Il 12 marzo sarà invece presentato il lavoro del workshop fotografico che ha visto impegnato a giugno 2014, in una full immersion di 7 giorni a Baratti, il collettivo Synap(see) nell’intento di restituire una visione non convenzionale del golfo etrusco e del suo territorio. Chiuderà il ciclo degli eventi la presentazione dell’ultimo libro di Salvatore Settis, “Se Venezia muore”, un’occasione dove ascoltare direttamente dall’autore le riflessioni sul senso politico dell’abitare».
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