Il Tirreno

Tre anni di gestione per cambiare Toremar

Ecco tutte le modifiche apportate alla flotta dopo la firma del contratto di servizio tra Moby e Regione

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PORTOFERRAIO. Negli ultimi tre anni Toremar ha cambiato volto e flotta. Il logo è l’aspetto più evidente per chi era abituato alla vecchia e semplice scritta blu. Il nuovo simbolo color rosso porpora è una fusione fra una conchiglia e un giglio composto da sette sezioni, quante sono le isole dell’Arcipelago toscano. Ma in questo triennio Toremar ha cambiato quasi tutto.

La flotta – come del resto prevedeva il bando della Regione Toscana – è stata ammodernata. Il presidente della compagnia, Stelio Montomoli, ha parlato di un investimento pari a 20 milioni di euro. Due navi sono state vendute. La Planasia – il traghetto che collegava Porto Azzurro e Rio Marina con Portoferraio – è stata comprata dalla compagnia spagnola Balearia e ora si chiama Posidonia. Dalla famiglia Onorato era considerata «obsoleta» e ora al suo posto c’è la Rio Marina Bella, costruita nel 2004 e rilevata dalla Medmar, che l’aveva chiamata Lora d’Abundo.

L’Aegilium – il mezzo un tempo impiegato sulla tratta Giglio - Porto Santo Stefano – è stata invece sostituita dalla Giuseppe Rum, presa in affitto dalla compagnia Maregiglio. L’aliscafo Fabricia è invece passato alla siciliana Siremar e al suo posto c’è il mezzo veloce Acapulco Jet. La flotta esistente è stata invece valorizzata. L’Oglasa, l’Aethalia e la Liburna hanno già subito il refitting, mentre a febbraio sarà presentata la nuova Marmorica, al momento in cantiere a Napoli, che – secondo quanto comunicato dalla compagnia – sarà la prima “smart ferry” d’Italia, con wi-fi gratuito e torrette per ricaricare i dispositivi elettronici. Nei prossimi mesi – nelle intenzioni di Toremar – c’è il restyling del Giovanni Bellini.

Dal punto di vista dei marittimi, invece, la proprietà ha spiegato di «aver regolarizzato 89 lavoratori, risolvendo 41 cause preesistenti» e allo stesso tempo di «aver assunto 43 marittimi più 3 amministrativi, aumentato il proprio organico a un totale di 209 persone assunte a tempo indeterminato». Dal 2011 ad oggi è quindi cambiato tutto. Lo sa Toscana di Navigazione, lo sa la Regione. Se l’ente guidato dal presidente Enrico Rossi ottempererà alla sentenza, assegnando Toremar alla cordata guidata dall’armatore sardo Franco Del Giudice, andranno discusse tantissime cose e «molto probabilmente – ha previsto l’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli – si aprirà un contenzioso». Bisogna infatti discutere su tutte le operazioni condotte finora dalla nuova proprietà che riteneva di aver vinto il bando: navi vendute, traghetti affittati e valorizzazione dell’esistente. Le biglietterie e le iniziative promozionali uniche, naturalmente, andranno ripensate. Nel caso in cui si verificasse quest’eventualità, insomma, trovare un accordo potrebbe essere un’impresa ardua.

Stefano Taglione

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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