Il Tirreno

Sotto sequestro le villette di Lacona

di Luca Centini

Sigilli della Forestale nel cantiere finito al centro delle polemiche un anno e mezzo fa, tre le persone indagate

3 MINUTI DI LETTURA





CAPOLIVERI. La ferita nella pancia della collina sopra Lacona resta. E le tre villette, travolte un anno e mezzo fa dalle polemiche, sono quasi pronte per essere vendute. O, più precisamente, sarebbero pronte per essere vendute, dal momento che proprio in queste ore gli agenti del Corpo Forestale di Portoferraio hanno messo i sigilli, sequestrando l’intera area del cantiere situato in Colle delle Vacche.

I sigilli della Forestale.

Il sequestro preventivo disposto dal giudice per le indagini preliminari livornese segna la svolta nel merito delle indagini scattate nel luglio del 2013, quando sull’edificazione delle tre villette fu sollevato un vero e proprio caso, raccontato sulle pagine del Tirreno. Due i fascicoli aperti dalla Procura di Livorno rispettivamente dai sostituti procuratori Daniele Rosa e Massimo Mannucci, poi unificati in un solo procedimento. La disposizione del sequestro giunge mentre le indagini sono ancora in corso. Al momento sono tre le persone iscritte nel registro degli indagati: si tratta del proprietario degli immobili nonché esecutore materiale dei lavori per conto di Nicole Immobiliare, Alain Croci, del progettista e direttore dei lavori Carlo Alberto Ridi, all’epoca dell’apertura del cantiere assessore a Capoliveri della giunta Barbetti, e del responsabile dell’ufficio tecnico del Comune Vincenzo Rabbiolo. I tre sono indagati, a vario titolo, per reati che vanno dall’abuso edilizio alla violazione del vincolo paesaggistico e dal falso ideologico in atto pubblico all’abuso di ufficio.

Le indagini.

Nel mirino della Procura livornese lo stato di avanzamento del cantiere per la realizzazione di tre villette a Colle delle Vacche, a Lacona. Già nell’estate del 2013, in seguito ai sopralluoghi della polizia municipale e del Comune di Capoliveri furono messe in evidenza alcune difformità e abusi edilizi all’interno del cantiere. In particolare furono rilevati un seminterrato e due scale non autorizzate, unite ad altre difformità rispetto al progetto originale e ai permessi. Il Comune ordinò la demolizione delle opere abusive, in parte sanate entro 90 giorni e in parte condonate. Ma, secondo fonti qualificate, altre difformità sono emerse nel corso dell’avanzamento dei lavori. Oggetto degli accertamenti della Forestale anche lo sbancamento alle spalle delle tre villette, per motivi legati al rischio idrogeologico.

Il canile mai realizzato.

Non sono esclusivamente gli aspetti ambientali ed urbanistici ad aver attirato l’attenzione sulla vicenda delle villette in località Colle delle Vacche. L’edificazione fermata in queste ore dalla Forestale è infatti legata in modo indissolubile a uno dei fallimenti più eclatanti della politica sovracomunale dell’Isola d’Elba.

I terreni su cui sono sorte le tre villette, infatti, furono ceduti dal Comune di Capoliveri alla società Agricola Beta che successivamente li vendette a sua volta alla Nicole Immobiliare.

Una sorta di compensazione da parte del Comune di Capoliveri, allora guidato dal sindaco Ballerini, in cambio dei terreni situati a Colle Reciso per la realizzazione del canile comprensoriale, che sarebbe stato realizzato dalla Comunità montana anche grazie ai fondi della Regione e del ministero della Salute. Ma quel canile non è mai stato realizzato, mentre sono spuntate le villette.

Adesso la loro realizzazione è stata bloccata, in attesa che si chiariscono gli sviluppi della vicenda giudiziaria e le eventuali responsabilità delle persone coinvolte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa