Il Tirreno

E adesso? Alla Regione la “gatta da pelare”

Dal ribaltone ai risarcimenti: ecco i quattro scenari possibili dopo la sentenza del Consiglio di Stato

3 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. «Possiamo prenderci Toremar». L’annuncio del socio maggioritario di Toscana di Navigazione, Franco Del Giudice non ha colto nessuno di sorpresa. La sentenza del Consiglio di Stato, del resto, era un assist troppo goloso per potervi rinunciare. E, di conseguenza, il rilancio della cordata esclusa nel 2011 dalla procedura di gara era una sorta di gol a porta vuota. Toscana di Navigazione vuole essere della partita. E l’escalation della vicenda, che già era abbastanza complicata, non fa che rendere ancora più intricata la matassa che dovrà essere sbrogliata dalla Regione. La stessa Regione che, in questi giorni, dovrà muoversi in una sorta di campo minato, senza creare ripercussioni per il servizio erogato e per i lavoratori della compagnia. Gli avvocati dell’ente regionale sono al lavoro, quindi. Ma la soluzione, ad oggi, non sembra essere dietro l’angolo. Proviamo a stilare quattro scenari, forse gli unici possibili, dopo la sentenza choc del Consiglio di Stato.

#Scenario 1: niente requisiti.

Il primo aspetto che dovrà essere controllato - è la sentenza stessa del Consiglio di Stato a spiegarlo - riguarda i requisiti della Toscana di Navigazione. Qualora in fase di verifica quegli stessi requisiti richiesti in fase di gara non venissero rilevati ecco che il caso si smonterebbe d’un colpo. Solo un grosso spavento, nessun cambiamento alle porte. Difficile, anzi difficilissimo, almeno secondo le indiscrezioni raccolte negli ambienti portuali.

#Scenario 2: il risarcimento. Più probabile, invece, che per sbrogliare la matassa gli attori coinvolti, come lo stesso Del Giudice ha paventato, possano sedersi presto allo stesso tavolo: Regione, Moby-Toremar e Toscana di Navigazione. Al posto di un passaggio di consegne in corsa, di certo traumatico dopo oltre tre anni di gestione Moby, potrebbe farsi spazio l’ipotesi di un risarcimento. Scenario percorribile, ma sicuramente dispendioso per le tasche della Regione che dovrebbe rimborsare Toscana di Navigazione, penalizzata per l’esclusione dalla gara. Il calcolo farebbe riferimento ai tre anni di mancati introiti, più i sette futuri (il contratto è decennale). Non proprio uno scherzo.

#Scenario 3: il ribaltone. È lo scenario più clamoroso, visti gli oltre tre anni di servizio, ormai consolidato, di Moby e della nuova Toremar, in pratica fuse in una sola compagnia. Società di Navigazione, una volta dimostrato di essere in possesso dei requisiti richiesti, subentrerebbe nel servizio, nel pieno rispetto della sentenza del Consiglio di Stato. Uno scenario che già hanno fatto capire di non desiderare i lavoratori della compagnia di navigazione che ha gestito fino ad oggi il servizio.

#Scenario 4: il controrisarcimento. È una possibilità subordinata al passaggio di consegne. Qualora Moby, dopo oltre tre anni dall’aggiudicazione definitiva del servizio venisse privata di Toremar, vedrebbe rompersi un contratto di servizio firmato con la Regione e onorato in tutti i suoi punti. La compagnia, quindi, potrebbe rivendicare, come minimo, i circa 20 milioni di euro investiti per il rinnovamento della flotta (al netto di quanto incassato per la cessione e l’affitto di alcuni traghetti sostituiti). Un calcolo, ad oggi, pare molto complicato. Così come complicata - e questa è forse l’unica certezza attuale - è la partita che dovrà giocarsi nei prossimi giorni la Regione. (lu.ce.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa