Gioco
Ferrari: «La Casalp faccia pagare i morosi»
Prosegue il dibattito sulle case popolari dopo il crollo avvenuto in un alloggio in piazza Dante
PIOMBINO. Il consigliere comunale Francesco Ferrari replica all’ex presidente di Casalp, Marco Macchioni, dopo il caso del crollo in piazza Dante.
«Ricordo al signor Maccioni - scrive - che, anche se il crollo del soffitto non è certo responsabilità dell’amministrazione, se le istituzioni avessero ascoltato le segnalazioni dei cittadini, anche quando provengono da consiglieri di minoranza, il fatto non si sarebbe verificato: qualche mese fa con una interrogazione chiedevo lo stato di conservazione degli immobili di Casalp e l’assessore Di Giorgi mi rispondeva laconicamente che si trovavano in buono stato, quando tutti sapevamo che non era così. Rimango sbigottito però da come un uomo che per anni è stato vice presidente della Casa Livorno e Provincia Spa, arrivi a dire che i problemi relativi alle case popolari piombinesi sono da ricondurre alla politica di Berlusconi che mai avrebbe destinato risorse alla residenza pubblica! Ma riepiloghiamo quanto successo: il 10 gennaio scorso crolla un solaio di un appartamento di edilizia residenziale pubblica in piazza Dante, con il terribile spavento della famiglia che ci abita, mentre per le altre famiglie residenti nello stabile, le quali già si erano più volte lamentate per le crepe e gli inquietanti scricchiolii che da tempo udivano, accrescono i timori. Tecnici del Comune e di Casalp vanno sul posto; questi ultimi “mettono in sicurezza” la cucina, cioè la stanza interessata dal crollo, invitando la famiglia in questione a tornare ad abitare l’appartamento; i malcapitati si fanno coraggio ed obbediscono, d’altronde alternative non ce ne sono».
«I componenti della sfortunata famiglia tornano nell’appartamento ma il giorno successivo un pezzo di soffitto proprio di quella cucina “messa in sicurezza” cade in testa alla signora; il risultato: corsa al Pronto Soccorso e trauma cranico. Questo è l’interesse delle istituzioni piombinesi. Visto quanto accaduto, invece di criticare il mio modo di fare opposizione, il signor Macchioni avrebbe potuto fare un po’ di autocritica, cosa che dovrebbe fare anche qualche rappresentante delle istituzioni locali e, soprattutto, qualche dirigente di quella società per azioni di proprietà interamente pubblica che risponde al nome di Casalp. Il sottoscritto non è mosso dalla volontà di attrarre consensi, del resto non spero di fare politica ma ambisco solamente a svolgere al meglio delle mie capacità il ruolo di semplice consigliere di opposizione, sempre e solo nell’interesse dei miei concittadini, senza la speranza che qualcuno un giorno mi offra la presidenza o vicepresidenza di una qualche società pubblica. Su di una cosa sono d’accordo: tolti i casi particolarmente gravi, i canoni Erp vanno innalzati e devono essere effettuati controlli concreti sullo stato economico degli assegnatari. A ciò aggiungerei però anche la necessità che Comune e Casalp inizino a farsi pagare i canoni da quegli assegnatari che, pur avendo le capacità economiche, sono da anni morosi».
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