SAN VINCENZO. Il turismo può essere un traino per l’economia della Val di Cornia nel futuro più prossimo. Ma i territori e i settori devono superare rivalità e gelosie e imparare a lavorare insieme. È quanto è emerso nel convegno organizzato da "Rifare l'Italia" e Partito Democratico al teatro Verdi di San Vincenzo.
Al convegno c’erano anche operatori romagnoli: dalle loro parole sono emerse con forza le differenze di organizzazione di chi lavora sull’Adriatico. Ma al tempo stesso si è capito che la nostra zona ha enormi potenzialità non sfruttate. E occasioni da cogliere.
E se Massimo Baldini, sindaco di San Vincenzo, il consigliere regionale Matteo Tortolini e Alessandro Franchi, sindaco di Rosignano e presidente della Provincia di Livorno, hanno messo l’accento sulla necessità di fare sistema, anche con la sinergia pubblico privato, il tema del “mare” è stato portato avanti con forza da Silvia Velo.
Il sottosegretario all’ambiente ha citato anche Colombo: il mare consegnerà agli uomini le speranze. «Non esiste un altro mare così antropizzato e vissuto come il Mediterraneo. Eppure il comparto marittimo non si è ancora espresso in tutta la sua potenzialità. Penso ad una crescita blu: blue grow, blue tourism, blue food. E accanto al green act che vuole fare Renzi per la green economy, ci vuole un green blue act legato al mare. E quindi è giusto aumentare i canoni per destinare fondi a tutela delle coste: alla fine i concessionari ne saranno felici».
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Diretto come al solito Fabrizio Lotti, presidente dei balneari toscani e operatore in Costa Est: «Il nostro territorio è uno dei più ricchi della penisola, non è difficile venderlo. Ma come è possibile stare nel golfo di Baratti se dopo una certa ora non ci sono più servizi? Come è possibile parlare di piste ciclabili che dopo un po' si interrompono? Serve un deciso cambio di passo».
Molte riflessioni sono venute però dall’intervento di Antonio Cabasso, coordinatore “Unione di prodotto della Costa Adriatica”. «Abbiamo fatto la scelta di utilizzare le crisi come un'opportunità. Partendo da questo presupposto: non esiste promozione del territorio senza commercializzazione. Un tempo la necessità fondamentale di una vacanza era fare il bagno e trovare relax, ora i turisti chiedono di più. Capire i loro bisogni, per esempio visitare parchi, quindi rispondere alle esigenze del mercato. Cercatevi dei mercati, specializzatevi, fate promozione e commercializzate: il mercato vi premierà».
Gli ha fatto eco Samuele Lippi, sindaco di Cecina: «La Romagna è un esempio da copiare per la capacità di stare insieme. La crisi ci dà questa opportunità. Non si combattono campanili con l'accentramento dei territori: ma bisogna programmare insieme. Al tempo stesso bisogna creare le condizioni per ripartire con la diportistica».
Il sindaco di Piombino Massimo Giuliani ha ripreso il tema della Velo, sull’economia legata al mare. «Oltre a una metallurgia più moderna, ad agricoltura e agroalimentare e alla vocazione turistica, il nostro è uno dei mari più vocati alla maricoltura: forse riusciremo a diventare uno dei poli nazionali più importanti. Ma è chiaro che il mare è da mettere in collegamento con le colline e tutto ciò che sta dietro».
Sulla stessa linea Luca Sbrilli, di Parchi Val di Cornia: «Il turismo è da ripensare in modo nuovo, in un territorio vasto. Manca però una regia e la Parchi sta cercando di aiutare i Comuni. Servono gestione unitaria degli uffici turistici e servizi, dobbiamo mettere in piedi una rete d'impresa. I turisti finora sono venuti per inerzia, possiamo fare il salto di qualità».
Ancora sul mare Luciano Guerrieri, commissario dell’Autorità portuale: «Il mare come elemento su cui puntare. Navigare è necessario, non bisogna essere ostili al cambiamento, del resto la progettualità deve essere lungimirante e interessante. Abbiamo cercato di verificare perché non eravamo più competitivi e di dare una risposta ampliando le banchine e aumentando le profondità. Però vedo il porto di Piombino in una rete toscana con gli altri, dobbiamo pensare in grande».
Certo è che per Piombino e la Val di Cornia l’occasione è grande. Lo ha sottolineato anche l’assessore regionale Gianfranco Simoncini: «La Toscana ha perso meno occupazione rispetto agli altri, meno Pil. Ed è la prima regione per quanto riguarda l'esportazione, per questo mettiamo a disposizione risorse. Da questo territorio passa lo sviluppo della Toscana».
@guifiorini