Il dolore
Ferrari alla giunta «Ascolti la gente e le opposizioni»
PIOMBINO. Ascoltare la gente e non considerare le opposizioni come un banale e insignificante disturbo. E’ quanto chiede Francesco Ferrari (Forza Italia) alla giunta a proposito del crollo di un...
PIOMBINO. Ascoltare la gente e non considerare le opposizioni come un banale e insignificante disturbo. E’ quanto chiede Francesco Ferrari (Forza Italia) alla giunta a proposito del crollo di un alloggio popolare in piazza Dante.
«Attribuire il crollo di un solaio a un’amministrazione sarebbe demagogico e irriverente nei confronti della cittadinanza - premette Ferrari - Quanto accaduto tuttavia, oltre a far comprendere il cattivo stato di manutenzione delle abitazioni del Comune e della discutibile gestione di Casalp, identifica in maniera calzante quello che purtroppo è oggi il rapporto tra cittadini e istituzioni. Molti abitanti di quelle case avevano più volte denunciato la presenza di grosse crepe e inquietanti rumori, nessuno di Casalp o delle istituzioni ha mosso un dito».
«A settembre - ricorda Ferrari - presentai un’interrogazione. Chiedevo all’assessore Di Giorgi il perché un centinaio di alloggi popolari (tra cui i 60 nuovi alloggi di via della Pace) non fossero assegnati. La cosa era per me inaccettabile, anche in ragione del difficile momento economico di tante famiglie. Mi veniva risposto come già la precedente amministrazione, mesi prima, aveva sostenuto sui media, e come, ancora una volta, l’assessore ha ribadito in occasione del crollo del soffitto di giorni fa: cioè che era imminente la consegna. Sempre nell’interrogazione chiedevo anche quali fossero le condizioni di manutenzione degli alloggi popolari. L’assessore rispondeva candidamente che si trovavano in buona conservazione».
«Sono solito - aggiunge Ferrari - presentare le interrogazioni non tanto per apparire su un giornale o guadagnare qualche simpatia, bensì per spronare la maggioranza, sensibilizzandola sui problemi concreti. Le lamentele di tanti cittadini e le perplessità degli avversari politici avrebbero dovuto indurre a operare qualche controllo; senza interlocutori e controllori la maggioranza rischia di guardarsi allo specchio lodandosi, anziché governare bene».
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