Il Tirreno

Il caso Toremar: il futuro in cinque punti

Luca Centini
Il caso Toremar: il futuro in cinque punti

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato su Toremar, l'Elba si interroga sul futuro dei collegamenti. Ecco quali sono i possibili scenari

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1. Che cosa farà la società che era stata esclusa?
Dopo la sentenza del Consiglio di Stato che di fatto consegna Toremar nella mani di Toscana di Navigazione, il pallino torna – dopo oltre tre anni – alla cordata esclusa durante la gara di privatizzazione. Nelle prossime ore gli armatori Franco Del Giudice e Salvatore Lauro, oltre agli imprenditori Tiziano Nocentini e Vincenzo Gorgoglione, dovranno sedersi a un tavolo e chiarire se, dopo oltre tre anni, hanno ancora la volontà e le energie per assumere la guida della Toremar.

2. Ma Toscana di Navigazione ha i requisiti per guidare Toremar?
La sentenza è stata chiara. La gara di privatizzazione viene aggiudicata a Toscana di Navigazione solo “previo il necessario controllo dei requisiti soggettivi”. Insomma Toscana di Navigazione deve dimostrare di possedere i requisiti dichiarati al momento della procedura di gara per poter aspirare a rimettere le mani sulla compagnia Toremar.

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3. Come si muoverà la Regione?
La decisione del giudice arriva dopo oltre tre anni dall’aggiudicazione definitiva (alla Moby). E togliere Toremar dalle mani da chi l’ha gestita in questi tre anni non è certo semplice. Il pallino, in questo caso, è della Regione che dovrà decidere il da farsi e che ha già espresso pubblicamente come la sentenza non inciderà sul servizio garantito agli utenti e al contratto sottoscritto con Moby. Per questo l’ipotesi di un eventuale risarcimento è concreta.

4. Quali decisioni deve prendere Moby?
In questa vicenda la posizione più scomoda e con meno margine di manovra è quella della compagnia Moby e, di conseguenza della nuova Toremar. La sentenza nel secondo grado di giudizio condanna la Moby di Onorato che adesso resta alla finestra in attesa della decisione che sarà assunta dalla Regione Toscana. Moby ha dalla sua un contratto sottoscritto a gennaio 2012 e oltre tre anni di gestione dell’ex compagnia pubblica, durante i quali sono stati compiuti investimenti cospicui per l’ammodernamento della flotta.

5. Chi può tutelare i diritti dei cittadini dell’Elba?
I sindaci dei Comuni dell’Arcipelago toscano non hanno potere decisionale in questa vicenda, ma di certo potranno esercitare (e già lo hanno fatto) pressione nei confronti di chi dovrà assumere le scelte. La priorità dei primi cittadini è quella di garantire, sentenza o non sentenza, la continuità del servizio a favore dei cittadini. Su questa linea si sono espressi i sindacati, preoccupati per le ricadute occupazionali che un passaggio di consegne in corsa potrebbe comportare.

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