Finanza
Rischio scabbia all’Einaudi Ceccherelli
Dopo la circolare della direzione scolastica i genitori in allarme chiedono più attenzione per evitare altri casi di contagio
PIOMBINO. È una di quelle circolari della direzione scolastica che non ti aspetti (e che non vorresti mai sapere che c’è): emergenza scabbia a scuola.
Un documento letto ai ragazzi dell’Isis Einaudi Ceccherelli, cioé sia nelle classi dell’Istituto professionale servizi commerciali e turistici Ceccherelli (in via Sandro Pertini, 51 - località San Rocco) che in quelle dell’ Istituto tecnico commerciale Luigi Einaudi (in viale Michelangelo). A breve giro centinaia di famiglie in allarme.
I genitori? Lamentano di «non essere stati informati direttamente» e che «le spiegazioni siano state molto superficiali». Impossibile avere chiarimenti in più sia dalla direzione della scuola che dall’ufficio d’igiene pubblica di Piombino (massimo rispetto della privacy degli alunni); qualcosa lo si sa grazie all’ufficio stampa Asl 6 Livorno.
Cioè tutto sarebbe partito da un solo caso - in quale delle due scuole non è dato sapere - riscontrato durante una visita dermatologica privata. Da qui la segnalazione dello specialista all’Asl 6 e l’allerta alla scuola. Dunque la presa di coscienza che il rischio esiste ancora e quali sono le regole per evitarlo. La notizia ha creato comunque apprensione tra i genitori: «È necessario che si prendano delle misure di prevenzione – sottolineano – che si evitino altri casi...».
Qualcuno si è rivolto al Tirreno segnalando l’accaduto e rivelando che «nei bagni della scuola manca il sapone: lavarsi le mani è una delle norme igieniche fondamentali anche come prevenzione delle malattie cutanee. Importante, poi, che in caso di prurito si portino subito i ragazzi dal dottore... Adesso ci troviamo a pensare a come poter evitare il contagio».
Insomma si tratta di un’altra malattia non debellata ma che anzi, ciclicamente, si ripresenta sempre più spesso. Come dimostra quanto accade. Ventidue focolai di scabbia che si sono verificati in Toscana nel 2014; numero elevato se si tiene conto che nel 2013 i focolari della malattia furono solo due.
A detta dei centri di dermatologia toscani, sbagliato pensare che il parassita viva esclusivamente dove ci sono condizioni igieniche precarie. Non esisterebbe una regola per non prenderla. La trasmissione avviene, il più delle volte, per stretto contatto cutaneo, ma anche indirettamente, attraverso veicoli come indumenti, biancheria, divani di stoffa, sedie imbottite, dove l’acaro si può annidare e resistere circa tre-quattro giorni in condizioni ottimali.
La scabbia ha un periodo di incubazione che può arrivare a due mesi. Quindi, di fatto, può accadere che quando si manifesta in un soggetto, i familiari siano già contagiati. Chiaro che la malattia comporta pure un costo economico, perché oltre a disinfettare e lavare ad alte temperature tutto quello che è presente nell’ambiente quotidiano, occorrono farmaci anti-parassitari che costano mediamente 15 euro a confezione.
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