Il Tirreno

rio marina

"La Provincia blocchi la vendita delle quote del Parco minerario"

Una visita nell'area del Parco minerario
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Una visita nell'area del Parco minerario

Gli appelli del circolo Pd e dell'ex presidente Lorenzo  Marchetti. Intanto il consigliere Baleni chiede un consiglio comunale straordinario

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RIO MARINA. «La Provincia sospenda il bando per la vendita delle quote del Parco minerario di Rio».
 E' quanto chiede il circolo Pd di Rio Marina e Cavo dopo che la nuova amministrazione provinciale ha deciso di mettere in vendita Il 75,42% delle quote, per un valore nominale al 31 dicembre 2013 di 7.542,00 euro. Il prezzo di cessione richiesto a base d'asta è di 11.750 euro e chi subentrerà potrà restare in società fino al 2020.

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«Chiediamo - spiegano dal Pd di Rio Marina e Cavo - all'amministrazione provinciale di Livorno di sospendere la pubblicazione del bando con il quale mette in vendita  le quote e sollecitiamo  l'amministrazione comunale di Rio Marina di avvalersi dello statuto societario che recita, all'articolo 7 comma 2: "Il socio che intenda trasferire le quote di sua proprietà, ha l'obbligo di offrirle preventivamente, ad un prezzo che non può essere superiore a quello determinato in base al valore del patrimonio netto, a ciascuno degli altri soci, i quali dovranno comunicare la loro volontà di acquistare le quote entro 60 giorni dal ricevimento dell'offerta".Non crediamo sia possibile l'alienzione  a privati di una società che ha sino ad oggi avuto la custodia dell'archivio storico delle miniere dell'Elba, vale a dire la storia industriale di Rio Marina e dell'Elba tutta, nonché la conservazione di preziosi campioni di minerali e reperti di archeologia industriale».

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Mantenere la società a prevalente quota sociale pubblica, spiegano dal Pd, «permette di avere in affitto i beni demaniali a un canone ridotto del 90% sul valore di mercato, nonché ottenere le autorizzazioni per effettuare quelle campagne estrattive di minerali da collezione che hanno finalità educative e formative. Permessi rilasciati nei terreni demaniali compresi fra le aree protette del Parco nazionale dell'arcipelago giustamente vietati a un soggetto privato. Infine, è da tenere presente come la Parco minerario srl svolga con affidamento diretto il servizio di guardiania (manutenzione, conservazione, sorveglianza, vigilanza e custodia) dei beni facenti parte del compendio minerario di Rio».

L'appello dell'ex presidente. «Caro Alessandro Franchi, non ci conosciamo di persona, ma io sono stato consigliere provinciale dal 1985 al 1995 dove ho ricoperto l’incarico di delegato per i problemi dell’Isola d’Elba, e quindi mi sono interessato anche della nascita della società del Parco minerario dove poi, su indicazione del socio Provincia di Livorno, ho ricoperto l’incarico di presidente del consiglio di amministrazione fino al 2007». A presentarsi è l'ex presidente del Parco mineraria Lorenzo Marchetti.  «È stato il periodo in cui la società ha realizzato le uniche opere che sono ancora in essere, per le quali l’amministrazione provinciale ha svolto quel ruolo di capofila che ora, le nuove normative, ti chiedono di abbandonare.  Per questo mi sento in obbligo di dirti: ferma la palla, e ragioniamo. Insomma, sospendi il bando la dove è prevista la di quel 75,42% che la Provincia detiene nella Parco Minerario dell’Isola d’Elba srl, e quindi aprite un confronto con il Comune di Rio Marina, con gli altri enti elbani, con l'ente Parco nazionale e con le  Università della Toscana. Le motivazioni stanno tutte nelle argomentazioni, più che motivate, da parte del locale circolo del Pd. Ti saluto cordialmente».

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Un consiglio urgente. Dalla minoranza, sul tema del Parco minerario, arriva la richiesta di un consiglio comunale straordinario. A formulare la richiesta al sindaco Renzo Galli è il consigliere Fabrizio Baleni: «Chiedo che venga convocato un consiglio comunale straordinario per discutere e conoscere le intenzioni che il Comune intende porre in essere a seguito dell'asta pubblica indetta dalla provincia di Livorno, con scadenza 28 gennaio, per la cessione della propria quota di maggioranza (75%) della “Parco Minerario srl».

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