Il Tirreno

Pignone prepara Zadco

di Cinzia Chiappini

Svolta a Carrara. E l’azienda annuncia: «Pronti ad investire a Piombino»

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CARRARA. Lo Yard di viale Zaccagna a Carrara si “prepara” per l’avvio del progetto Zadco: a metà anno partiranno le operazioni di assemblaggio delle nuove turbine, a gennaio 2017 le prime spedizioni. A un anno esatto dalla partenza dell’ultimo modulo del progetto Gorgon, che dal porto di Marina di Carrara dopo un viaggio di 45 giorni ha raggiunto lo scorso gennaio i suoi quattro gemelli sull’isola australiana di Barrow, lo Yard di Ge Oil&Gas-Nuovo Pignone su viale Zaccagna ad Avenza si prepara per assemblare un’altra serie di “maxi turbine”, destinate questa volta agli Emirati Arabi.

Perché questo scenario interessa Piombino?

Perché si profilano investimenti della Ge.Oil & Gas - Nuovo Pignone anche sulla città piombinese. «Sarebbe una ulteriore opportunità di crescita per l’azienda sempre che si creino le condizioni e le collaborazioni con le autorità locali che ci hanno permesso di svilupparci a Carrara». Per Carlo Freni, dirigente dello stabilimento del Nuovo Pignone di Avenza non sono in vista delocalizzazioni ma piuttosto un potenziamento della presenza dell’azienda in Toscana.

«Non c’è alcun contrasto tra Piombino e Carrara – precisa Freni - Noi abbiamo l’obiettivo di svilupparci, il business dei moduli è in crescita e siamo alla continua ricerca di occasioni di espansione». Insomma, per Ge.Oil&Gas-Nuovo Pignone, Piombino «potrebbe essere una valida opportunità di ulteriore crescita, ulteriore e aggiunta oltre ad Avenza, Massa e Firenze»: come a dire che, in questa fase, nessuno ha intenzione di rinunciare allo Yard di viale Zaccagna ma, aggiunge il dirigente «se a Piombino si creeranno le stesse collaborazioni con le autorità locali che ci hanno dato la possibilità di svilupparci qui, allora anche quella città potrebbe essere una valida opportunità di crescita».

Di certo la spinta di General Electric si porta dietro anche altri investimenti in Toscana. E’ il caso della B-Cube gigante della logistica (mezzo miliardo di euro di fatturato) che aprira il 23 gennaio un nuovo stabilimento nella piana di Guasticce a Livorno per lavorare con l’interporto. A tagliare il nastro ci saranno, non a caso, il governatore Enrico Rossi e il presidente di Ge. Nuovo Pignone Masimo Messeri.

Ora torniamo a Carrara. Dopo una fase di “ripartenza”, come la chiamano gli addetti ai lavori, nel sito avenzino fervono i preparativi che precedono le fasi di assemblaggio vero e proprio: dopo i 12 milioni di investimenti di Gorgon, per il progetto “Zadco” Ge Oil&Gas – Nuovo Pignone ha investito nello Yard altri 12 milioni, ampliando la superficie disponibile da 40 a 140 mila metri quadrati. «Oggi stiamo impiegando competenze di tipo civile perché stiamo preparando lo Yard per il nuovo progetto, poi arriveranno carpentieri, meccanici ed elettricisti» racconta Carlo Freni, Responsabile Globale GE Oil & Gas per i Progetti Moduli Industriali.

Il sito è di nuovo in fermento dunque e, garantisce il dirigente, verso la metà di quest’anno passando su viale Zaccagna si inizieranno a vedere svettare le strutture usate per l’allestimento dei moduli. Uno Yard dunque in continua evoluzione, dove a seconda delle fasi della “produzione” si alternano professionalità diverse: «Il carico di lavoro di questo sito è legato alle dinamiche tipiche di un cantiere di assemblaggio. Le competenze cambiano a seconda delle fasi della lavorazione» aggiunge il dirigente, precisando che tra diretti e indiretti, le persone impiegate su viale Zaccagna sono 176.

E proprio l’impatto occupazionale delle attività dello Yard ha sollevato qualche obiezione, anche da parte delle istituzioni locali, soprattutto durante la realizzazione del progetto Gorgon che si è “incrociata” con la campagna elettorale per le amministrative: «Nel 2011 abbiamo siglato un accordo importante con le istituzioni locali e la Regione, per cercare soluzioni vincenti sia per noi che per questo territorio» ribatte Carlo Freni. Il riferimento è all’accordo di programma siglato con Regione Toscana, Provincia, Comuni di Massa e di Carrara e Autorità portuale attraverso il quale gli enti locali hanno assunto una serie di impegni – interventi sulle infrastrutture e varianti urbanistiche – che hanno “agevolato” la realizzazione nel sito di viale Zaccagna del progetto Gorgon: il tutto in un’operazione mirata anche a creare nuovi posti di lavoro in un territorio con gravi difficoltà occupazionali come il nostro.

Non è un caso che il governatore Rossi, in un’intervista al nostro giornale di qualche giorno fa, parlando di un nuovo “patto” per il rilancio della provincia apuana, abbia citato espressamente il Nuovo Pignone, affermando che la Regione vuole «favorire lo sviluppo della presenza del Nuovo Pignone ad Avenza, con un impatto occupazionale ulteriore».

«Noi stiamo investendo e se ne avremo la possibilità continueremo a farlo» replica, a distanza, il dirigente Freni, precisando che «se ognuno rispetterà gli impegni, anche noi faremo la nostra parte, aprendo ancora più business nella zona». Secondo il responsabile del progetto moduli industriali, Nuovo Pignone è alla continua ricerca di carichi di lavoro, con trattative spesso lunghe e delicate, che hanno una durata di 2-3 anni e non si sarebbe alcuna intenzione di lasciare lo Yard.

Certo in città, a Carrara, c’è anche chi, in nome della tutela dell’ambiente e della sicurezza della cittadinanza, avrebbe preferito che la collaborazione tra Nuovo Pignone e istituzioni locali non andasse in porto e solleva ormai da tempo pesanti dubbi sull’impatto delle attività dello Yard: «In quel sito non costruiamo turbine…le turbine arrivano già costruite e collaudate – ribadisce Carlo Freni - Questo vale sia per Gorgon sia per Zadco. Ad Avenza effettuiamo assemblaggio finale del manufatto».

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