Il Tirreno

La Boeing studia a Massa il motore del nuovo 777

Ma dal polo di via Dorsale pronti anche i componenti per la sfida sottomarina Si tratta di commesse legati all’estrazione di petrolio e gas nei mari del Nord

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Da Massa agli abissi dei mari del Nord, fino alle vertiginose altitudini della troposfera, l’incredibile “viaggio” dei componenti realizzati nello stabilimento Ge Oil& Gas – Nuovo Pignone di via Dorsale.

Qui, negli ultimi 8 anni, il colosso industriale ha investito circa 100 milioni di euro. Due nuovi progetti, incentrati su tecnologie all’avanguardia, per proiettare una delle aziende più importanti dell’industria italiana in un futuro che è già presente, fatto di sfide estreme, ricerca e innovazione: Nuovo Pignone, nome storico della carpenteria toscana, la prima fabbrica a sfornare nel 1856 un motore a scoppio, ha recentemente avviato due collaborazioni che lo porteranno, da un lato, a realizzare componenti per l’estrazione di materie prime dai fondali marini e dall’altro a contribuire al perfezionamento di un nuovo modello di motore per aeroplani di ultima generazione.

Al centro di queste iniziative c’è lo stabilimento Ge Oil& Gas – Nuovo Pignone di via Dorsale a Massa, un sito industriale storico del nostro territorio, aperto nell’immediato dopoguerra e che oggi conta 400 mila metri quadrati di superfici disponibili e 331 dipendenti. Questo centro, da oltre mezzo secolo un’eccellenza nelle tecniche di saldatura industriale, ha iniziato a esplorare nel corso dell’ultimo anno ambiti di produzione innovativi e a dir poco “estremi”, che hanno portato i suoi componenti fino in fondo agli abissi dei mari settentrionali e, quasi contemporaneamente, sopra le nostre teste, ad altitudini vertiginose.

A raccontarci come è Guido Tongiani, direttore dello Stabilimento Nuovo Pignone di Massa: «Da sempre siamo un centro di eccellenza per la saldatura e in questo momento la stiamo estendendo a un nuovo progetto che prevede l’applicazione delle nostre tecniche nel mondo “subsea”». Da via Dorsale stanno iniziando a uscire componenti che, dopo l’assemblaggio nel sito scozzese di Abeerdeen, verranno utilizzati negli impianti di captazione di petrolio e gas dai giacimenti sottomarini, nei mari dell’Europa settentrionale.

La ricerca e lo sfruttamento di queste risorse, è uno dei core business di Ge Oil&Gas, ma mai prima d’ora i prodotti “sfornati” dalla fabbrica di Massa erano stati utilizzati per queste tecnologie: «Si tratta di un settore emergente, noi abbiamo iniziato da un anno e la produzione sta partendo adesso» spiega Tongiani. Un nuovo sbocco produttivo per uno stabilimento su cui negli ultimi 8 anni sono stati investiti 100 milioni di euro e che conta 331 dipendenti diretti: «E’ questo che ci porta a crescere e a riuscire a garantire i livelli occupazionali nonostante le fluttuazioni dei carichi di lavoro» aggiunge Tongiani.

Certo, c’è chi sostiene che questa azienda così importante potrebbe fare di più per un territorio assetato di occupazione come il nostro: «In provincia abbiamo due siti, che tra il 2012 e il 2013 hanno assunto 70 persone, consolidando il dato lo scorso anno – replica il direttore dello stabilimento di via Dorsale - Anche se il progetto dei moduli (quello che viene portato avanti nello Yard di viale Zaccagna, ad Avenza, ndc) sta attraversando una fase di ripartenza i livelli occupazionali sono rimasti invariati. Questo significa che riusciamo a compensare le fluttuazioni del lavoro legate alle commesse, che nel nostro settore sono assolutamente naturali».

Una “compensazione” possibile, secondo Tongiani, grazie alla continua ricerca di progetti che ha portato, ad esempio, a una collaborazione con gli statunitensi di Ge Aviation grazie alla quale, lo stabilimento massese, è stato per così dire “proiettato” a 10 mila metri di altezza: «I colleghi di Ge Aviation stanno sviluppando un nuovo motore aereo, il G9X per il Boeing 777. Dagli Stati Uniti sono venuti da noi, in Italia, per studiare i nostri sistemi di acquisizione durante i collaudi. In questo campo siamo un’eccellenza, da noi hanno trovato le competenze per sviluppare questo motore. E così stanno facendo la spola per migliorare il loro prodotto. E’ grazie a questa competenza che Nuovo Pignone è l’azienda che è» spiega, senza nascondere una punta di orgoglio, Guido Tongiani. (C.Ch.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore