Sicurezza
Il Comune punta sulle esternalizzazioni
Per i pensionamenti e il blocco delle assunzioni sarà assegnata con bando la gestione di cimitero, archivio e biblioteca
PIOMBINO. Cimitero, archivio storico e biblioteca civica falesiana verso la riorganizzazione e l’affidamento a terzi. La giunta ha iniziato il confronto con le Rsu. E di questi tre servizi da «esternalizzare» ha parlato. Lo ha fatto in funzione dei nuovi pensionamenti che matureranno da qui a fine anno.
Entro dicembre lasceranno il lavoro 13 persone. Nel 2014 furono 6. Le uscite si sommano al turn over bloccato (per il 2015 si ipotizzano, senza conferme, un paio di assunzioni). La volontà del Comune nasce da questo mix.
Negli anni la pianta organica è stata tagliata sensibilmente. «Nel 2003 eravamo in 294 dipendenti, a fine 2015 saremo 207», spiega Luciano Bussotti, coordinatore Rsu, reduce dall’assemblea durante la quale l’assessore al personale, Lido Francini, ha fatto il quadro delle proposte.
Bussotti spiega che una parte dei servizi è già gestita da terzi. «Due dei quattro operai del cimitero sono dipendenti di una ditta mentre l’attività della biblioteca va avanti con la collaborazione di una cooperativa», dice. Il sindacato è sostanzialmente d’accordo con la prospettiva. Anche perchè il Comune pensa di lasciare nelle proprie mani i vertici amministrativi. E questo piace.
Tra l’altro l’esternalizzazione delle attività cimiteriali si sintonizza perfettamente con la costruzione del forno crematorio, annunciata di recente, con i privati chiamati direttamente in causa. Sulla Casa delle bifore il discorso cambia.
A ottobre andrà in pensione l’unica dipendente che se ne occupa. Diciamo pure l’operatrice che ha contribuito a realizzare l’archivio storico della città. La giunta punterebbe sull’emissione di un bando che, tempi tecnici permettendo, porterebbe all’individuazione dell’impresa vincitrice prima del pensionamento. Questo favorirebbe un passaggio delle consegne meno traumatico, grazie alle competenze della responsabile attuale.
Per le Rsu, però, proprio perchè parliamo di un patrimonio culturale immenso, che va ben oltre i confini della città, continua ad essere fondamentale il ruolo pubblico. Soprattutto come testa pensante.Certo è che quando il cantiere infinito delle ex officine Ipsia chiuderà i lavori per il polo culturale, l’archivio storico dopo e la biblioteca prima, si trasferiranno lì. Questo libererà la Casa delle bifore, a dua passi dal palazzo comunale, sulla cui destinazione finale nessuno si pronuncia ancora. La Falesiana, invece, continua ad essere in vendita col blocco degli ex licei.
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