Sicurezza
Strada di Bandita, troppi pericoli
Busche e asfalto sconnesso: per sistemarla pagano i residenti
VENTURINA. Strada di Bandita, così com’è, è pericolosa: a segnalarlo sono gli stessi residenti, preoccupati per lo stato in cui versa la via, all’ingresso sud di Venturina. E’ un tracciato lunghissimo, che collega la vecchia Aurelia all’entroterra, e lungo cui abitano all’incirca una trentina di famiglie.
Basta andare lì per rendersi conto del rischio che si corre a percorrerla, specialmente in auto o su due ruote: la carreggiata si presenta visibilmente danneggiata, con l’asfalto fortemente disconnesso in molti punti. Siamo in una zona di aperta campagna, e per chi non la conosce è facile incappare in una delle buche del manto stradale che, come trappole, possono causare danni ai veicoli, ancor più di sera o quando piove, con l’acqua che ne nasconde spaccature e avvallamenti. La paura più grossa è che qualcuno si faccia male.
Secondo quanto riferito da alcuni residenti, ‘colpevoli’ della brutta usura della strada sarebbero soprattutto i mezzi pesanti che vi transitano con grossi carichi di materiale vario - «come quando hanno fatto dei lavori lungo il Cornia» ci hanno detto -, visto che sono pochissimi i trattori usati dai contadini della zona per le loro colture. E per fare alcune migliorie o rendere più praticabile l’accesso alla propria abitazione, qualche famiglia ha dovuto pagare un bel po’ di soldi. Una situazione che va avanti da qualche anno, e che ha spinto gli abitanti a rivolgersi al Comune per chiedere di intervenire.
A rispondere alle sollecitazioni è l’assessore ai lavori pubblici e all’urbanistica Vito Bartalesi. «Strada di Bandita è stata classificata come via vicinale a uso pubblico – spiega – però manca di fatto una forma consorziata, obbligatoria, che ne regoli la manutenzione, ordinaria e straordinaria, limitando per questo la possibilità di intervento dell’amministrazione. Quindi il passo da fare è che si costituisca il consorzio della strada di Bandita, una volontà che deve partire dai residenti, e che questo aderisca poi a quello già esistente, ovvero il consorzio permanente delle vie vicinali».
Una richiesta in questo senso è già stata avviata da circa la metà delle famiglie residenti, «perché siamo stanchi che a pagare siano in pochi e sempre gli stessi – ci ha detto uno dei firmatari dell’istanza – e di proporzionare le spese in base all’estensione dei terreni di tutti i proprietari. Ma anche affinché il Comune faccia la propria parte».
«La forma consorziata usa, come i condomini, le tabelle millesimali per suddividere le spese di manutenzione – sottolinea Bartalesi -. L’iter prevede che il consorzio delle vie vicinali deliberi l’ingresso di quello della Bandita, poi ci sarà il passaggio in consiglio comunale che deciderà la percentuale con cui il Comune contribuirà ai lavori necessari alla risistemazione».
Come specificato nel regolamento comunale per la gestione delle strade vicinali a uso pubblico, la contribuzione comunale deve essere motivata anche in relazione al grado di fruizione pubblica della strada oggetto d’intervento, e l’impegno economico sarà proporzionato all’effettiva capacità di spesa complessiva e soggetto al rispetto dei limiti di bilancio imposti dal patto di stabilità. «Non penso ci vorranno tempi lunghi – conclude l’assessore-. L’amministrazione vuole che il consorzio si costituisca e il prima possibile, in modo da formalizzare tutte le competenze, e garantire manutenzione ordinaria e straordinaria in cui il Comune farà la sua parte».
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