Il Tirreno

Infortunio al pontile, allarme sicurezza

di Alessandro De Gregorio

Operaio colpito da una billetta mentre scarica una nave. Soccorso dopo mezz’ora: da mesi l’infermeria di notte è chiusa

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PIOMBINO. Stava scaricando una nave carica di billette, quando una di queste è scivolata dall’imbracatura e gli è caduta addosso. La barra di acciaio lo ha colpito solo su un piede, per fortuna. Ora è ricoverato all’ospedale con la frattura di tre dita e altre ferite non gravi, per fortuna. Si tratta di Gabriele Cecchetti, operaio elettricista della (ex) Lucchini, e l’infortunio è avvenuto lunedì sera al pontile del porto industriale.

Erano le 11,30 e Cecchetti era in servizio agli impianti marittimi, faceva il terzo turno. Insieme ad altri colleghi, stava scaricando una nave di billette dirette ai laminatoi, ripartiti proprio lunedì. Una di queste billette all’improvviso è caduta e, rotolando sul piano, ha colpito l’operaio a un piede.

A soccorrerlo sono stati alcuni colleghi, ma per ricevere le prime cure Cecchetti ha dovuto attendere almeno mezz’ora. Da otto mesi ormai di notte l’infermeria è chiusa e gli operai hanno dovuto avvertire la vigilanza. Da quest’ultima è dunque partita la segnalazione al 118, che ha inviato sul posto un’ambulanza della Misericordia, che ha accompagnato Cecchetti al pronto soccorso. Ieri a Villamarina l’operaio è stato sottoposto a un intervento chirurgico. La prognosi è di trenta giorni.

Tutto considerato, si può dire che gli è andata bene. Ma viene da chiederci cosa sarebbe successo in caso di infortunio più grave.

Da fine aprile, in concomitanza con la messa a riposo dell’altoforno e con la progressiva riduzione di gran parte dell’attività dello stabilimento, neanche l’infermeria era stata risparmiata dai tagli. Non più quattro ma due soli medici in servizio, con la conseguente contrazione di turni e orari. Da allora, l’infermeria non è più attiva 24 ore su 24 come dovrebbe essere in uno stabilimento del genere, ma soltanto la mattina e il pomeriggio e soltanto nei giorni feriali. Di notte, nei fine settimana e nei festivi non c’è alcun medico a disposizione. Nessun presidio sanitario. Il primo intervento è affidato al personale della vigilanza, nei casi più gravi si telefona al 118. E nei casi più gravi il tempo può essere decisivo.

Per questo le rsu di Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto un incontro urgente all’azienda.

«Si stanno verificando tutte le dinamiche che sono intercorse e che hanno provocato l’infortunio - scrivono in una nota i coordinatori Sergio Cardellini (Fim), Jonathan Ghignoli (Fiom) e Lorenzo Fusco (Uilm) - Abbiamo richiesto un incontro urgente alla direzione del personale per discutere di varie problematiche che purtroppo già da vari mesi stiamo denunciando e che riguardano il reparto Ima, dove ci sono varie inefficienze strutturali, il reparto Mof, dove ci sono varie difficoltà per l’organizzazione del lavoro, lo spogliatoio Lam 1, dove negli ultimi mesi continua a presentarsi il problema dell’acqua fredda per farsi le docce e per alcune anomalie sulla turnistica del Laboratorio qualità. Ribadiamo a tutti i capireparto che tutte le problematiche e i cambiamenti dell’organizzazione del lavoro vanno discussi e concordati con il sindacato».

«Attendiamo di essere convocati al più presto - concludono le rsu - anche perché, pur essendo consapevoli che siamo in una fase di passaggio da un’azienda in amministrazione straordinaria alla nuova società, e che il passaggio ci sarà dal primo aprile, è necessario non abbassare la guardia sulla sicurezza e sulle varie problematiche anche di gestione, in questa fase così delicata. Visto anche le dichiarazioni di questi giorni di eventuali aumenti di produzione dei treni di laminazione nel prossimo futuro e le prospettive di diversificazione e di sviluppo, sappiamo con senso di responsabilità che dobbiamo gestire le varie problematiche di tutti i reparti e siamo anche consapevoli che reparti come quelli di Ima e Mof sono e saranno dei punti strategici per le prospettive annunciate per il futuro dello stabilimento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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