Il Tirreno

Anselmi-Tortolini, il Pd è a un bivio

di Cristiano Lozito

Alle regionali tre candidature per Val di Cornia-Elba: tra i papabili Lambardi (Campo nell’Elba) e la renziana Maestrini

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PIOMBINO. Un mese per affrontare la discussione interna al Pd sulle candidature alle prossime regionali. E’ il tempo necessario alla raccolta delle firme per l’elezione del presidente (scadenza 27 gennaio) e per la costruzione del regolamento.

Ma è ormai scontato che non ci saranno primarie, e che a decidere sulle candidature, almeno sul piano formale, saranno quelle che il partito chiama “forme di consultazione territoriale”, quindi le direzioni di federazioni o i parlamentini, le cosiddette assemblee territoriali.

Altro fatto certo è che ci saranno per volontà del segretario regionale Dario Parrini “liste lunghe”, ossia composte dal doppio del numero di eletti nelle singole circoscrizioni, scelta capace di spiegare il no alle primarie: quindi saranno otto i candidati per la circoscrizione livornese, cinque per il capoluogo e tre per la Val di Cornia-Elba, con l’obbligo di avere metà uomini e metà donne.

I nuovi rapporti che sono stati instaurati tra le due federazioni farà sì che le scelte saranno comunque condivise tra Valerio Fabiani e il neosegretario livornese, il renziano Lorenzo Bacci.

La situazione delle candidature dunque non è affatto semplice: intanto c’è da capire se, visto l’obbligo dell’alternanza di genere, in base all’accordo con i livornesi i tre candidati della Val di Cornia dovranno essere due uomini e una donna – come pare probabile – o il contrario. Poi le indicazioni politiche fiorentine dicono che ovviamente dovranno essere garantiti il pluralismo e la rappresentanza territoriale. Tradotto: nei tre della federazione piombinese ci dovranno essere un renziano e un candidato dell’Elba.

Considerando che il consigliere uscente Matteo Tortolini dopo un solo mandato pare l’unico certo della candidatura, varie indiscrezioni portano a indicare (se in lizza ci saranno appunto due uomini e una donna), come possibili candidati il sindaco di Marina di Campo, Lorenzo Lambardi, e Carla Maestrini, renziana, componente della segreteria territoriale e di quella regionale. Certo è che i renziani – in chiave di collegio – puntano forte a un proprio candidato che li porti in consiglio regionale, nel solco dell’esigenza di rinnovamento di cui va in cerca il Pd, in particolare quello livornese dopo il crollo alle comunali.

Ma su tutte queste congetture pesa l’incertezza sulla candidatura di Gianni Anselmi. L’ex sindaco – che ha incassato cinquemila firme a sostegno della sua partecipazione alle regionali – è sempre più convinto di correre, anche se si trattasse di entrare in lizza con Tortolini.

Una soluzione che, al di là dei veleni dei mesi scorsi, non convince il gruppo dirigente, per il rischio che col gioco delle preferenze uno scontro fratricida possa mettere in gioco la stessa conquista di un seggio regionale. Allo stesso tempo è ovvio che non è facile rinunciare a priori alla comprovata forza elettorale di Anselmi. Chi toglierà le castagne dal fuoco? Si potrebbe arrivare a una decisione senza appello della direzione locale o dell’assemblea territoriale (e i numeri sarebbero contro Anselmi), ma è possibile anche che alla fine tocchi al segretario regionale Parrini trovare una soluzione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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