La manifestazione
«La scuola Marconi è un bene da tutelare»
CAMPIGLIA. «Nella sua ultima, accorata difesa della tesi della vendita dell’edificio dell’elementare “Marconi” di Venturina, il sindaco Rossana Soffritti non ha detto tutta la verità». Così si...
CAMPIGLIA. «Nella sua ultima, accorata difesa della tesi della vendita dell’edificio dell’elementare “Marconi” di Venturina, il sindaco Rossana Soffritti non ha detto tutta la verità». Così si esprime Comune dei cittadini riferendosi all’affermazione del sindaco secondo cui nel Regolamento urbanistico è previsto che l’edificio rimanga intatto. «La previsione che la stessa Soffritti e la sua maggioranza hanno approvato riguardo alla “Marconi” – sostiene invece il Cdc – è infatti molto chiara e così testualmente recita: “Non è esclusa la possibilità della demolizione e ricostruzione di volumi secondari qualora il progetto complessivo di ricomposizione architettonica ne riconosca la necessità. Così come non può essere esclusa la possibilità d’intervento su parti anche strutturali del complesso edilizio qualora questo sia imposto dalla normativa vigente in relazione agli usi proposti”. Si consideri che siamo in presenza di una struttura con solai alti 4 metri con le grandi finestre tipiche delle scuole degli anni Quaranta. Di fronte a queste caratteristiche resta davvero difficile credere che l’edificio della scuola – dice il Comune dei cittadini – possa rimanere intatto in caso di vendita quando tutto si potrà escludere meno che l’acquirente non pensi di realizzare appartamenti o uffici. E per cosa altro scopo lo dovrebbe altrimenti comperare?».
Inoltre, secondo il Cdc «ciò che dichiara il sindaco non corrisponde a quello che è stato detto in consiglio comunale quando si è affermata che la priorità è vendere l’edificio e con parte del ricavato costruire il nuovo complesso, e che invece mantenere pubblico l’edificio delle scuole “Marconi” sarebbe un aggravio troppo grande per le casse del Comune. Ci limitiamo a ricordare che i nostri cittadini pagheranno, attraverso le tasse, un canone di 300mila euro fino al 2023 per il complesso della fiera che viene usato poche volte l’anno. Queste considerazioni ci hanno spinto a inoltrare una richiesta alla Sovrintendenza ai beni culturali per far ottenere alla scuola “Marconi” il riconoscimento di bene da tutelare».
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