Il Tirreno

venturina

"Troveremo una soluzione per la coppia che rischia lo sfratto"

Annalisa Mastellone
L'assessore Alberta Ticciati
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L'assessore Alberta Ticciati

L'assessore Ticciati interviene sul caso di Annunziata Balestra e Ezio Scifoni

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VENTURINA «Le assistenti sociali si stanno attivando per trovare una soluzione. Insieme faremo tutto quanto il possibile per aiutare, come sempre, chi è in difficoltà». L’assessore Alberta Ticciati ribadisce l’impegno dell’amministrazione e dell’Asl per cercare risolvere l’odissea senza fine di Annunziata Balestra, 60 anni, ed Ezio Scifoni. 67.

La coppia venturinese da mesi vive nella disperazione: invalidi e senza reddito a causa della crisi che gli ha portato via l’azienda di famiglia, dopo l’avviso di sfratto esecutivo (che ritireranno domani) appena ricevuto, hanno di nuovo lanciato un accorato appello per trovare un nuovo tetto sotto cui vivere. Nessun passo avanti con assistenti sociali e Comune, hanno ribadito, urlando sempre più forte la paura di essere sbattuti fuori casa dalle forze dell’ordine. Anche i figli, che vivono altrove, non hanno un lavoro, e i conoscenti che hanno riescono ad aiutarli in qualche modo solo per alcune spese.

«Ripeto – ha detto la Ticciati - segue la situazione l'assistente sociale, che sta cercando una sistemazione per la coppia. Ricordo che loro hanno rifiutato la proposta che gli era stata fatta, nonostante avessimo spiegato e sottolineato che era l’unica al momento disponibile, definendola indecente, ma che qualcuna dopo di loro ha però subito accettato».

La sistemazione offerta, come temporanea, era in un casolare di campagna che ha in condivisione l’ingresso con una coppia di anziani. Ma per Annunziata ed Ezio questa era una soluzione impraticabile: lui, tra l’altro, deve fare chemioterapia e lei ha problemi di salute, per cui era «impossibile per noi vivere, in una camera con uso cucina, con altre persone che necessitano di cure».

«Non è semplice trovare un alloggio a basso prezzo - ha sottolineato l’assessore - e a inizio anno, come ben si sa, sia comune che Asl non hanno a disposizione le risorse perché non ancora erogate dai livelli istituzionali superiori come la Regione. Ovviamente si continua a lavorare e i servizi sociali faranno quanto possibile per risolvere la situazione. Ciò non toglie che le responsabilità di questa situazione di estrema emergenza non possano essere attribuite né al Comune né all’Azienda sanitaria, che sin dall'inizio, e continuano a farlo, hanno aiutato con tutti gli strumenti a disposizione la coppia».

Annunziata ed Ezio sono in lista per le case popolari, e hanno più volte chiesto all’amministrazione un alloggio di emergenza. Ora hanno le ore contate: domani ritireranno il documento di sfratto e sono terrorizzati dalla paura di finire per strada. Che possibilità ci sono per loro? Magari essere ospitati in una residenza sanitaria assistita?

«Le Rsa sono piene - ha precisa Ticciati -, le case popolari pure e gli alloggi di emergenza non vengono più assegnati a nessuno per motivi di sicurezza e dignità dell’abitazione. Stiamo studiando una modalità di assistenza diversa in grado di rispondere meglio all'emergenza che però richiederà tempi medio lunghi. Mi confronterò con l’assistente sociale lunedì (domani, ndr) e come sempre faremo quanto in nostro potere per aiutare chi è in difficoltà».

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