Sicurezza
Marina di Campo non vuole perdere la sua anima di granito
Dalla giunta ok al progetto che conta di rivivere e valorizzare la storia secolare delle cave e della Cooperativa Corridoni
CAMPO NELL'ELBA. L’anima del paese è scolpita nel granito. Resistente a tutto tranne che al tempo, impietoso, che rischia, anno dopo anno, di affievolire il ricordo rendendo più debole quell’identità di cui i cittadini campesi vanno orgogliosi. È per combattere il tempo che la giunta del Comune di Campo nell’Elba ha dato il via libera a fine anno al progetto “La lavorazione del granito - antropologia di una comunità”.
Un progetto che, secondo quanto auspica il Comune, coinvolgerà attivamente le scuole e buona parte del tessuto culturale e associativo del paese. Con un obiettivo preciso: salvare la memoria collettiva di Campo nonostante la parabola discendente della cooperativa “Filippo Corridoni” di San Piero in Campo, storica azienda di lavorazione del granito.
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La storia. Negli anni Venti Campo nell'Elba era poco più di un agglomerato di case, alla stregua delle frazioni collinari di San Piero e Sant’Ilario. Era il 1937 quando una ventina di scalpellini (gli operai di cava che staccavano, tagliavano e lavoravano la pietra), si costituirono in una cooperativa produttiva. Eravamo in pieno regime fascista, quegli stessi scalpellini avevano lavorato per anni nella Sage (Società anonima granito Elba) che nel 1922 rilevò i possedimenti e l’attività dell’imprenditore tedesco Zimmer. Nonostante la scarsa “benevolenza” del regime fascista nei confronti di cooperative di questo tipo, anche grazie all’influenza di due personaggi di spicco dell’apparato dell’epoca, nasce la “Corridoni” e con lei l’esperienza della cava dell’isola d’Elba.
Non c’è campese che non abbia o abbia avuto almeno un familiare coinvolto nelle attività delle due cooperative del granito, una a San Piero e una a Sant’Ilario. Quello stesso granito diventato tratto distintivo e bene pregiato della produzione dell’Elba, utilizzato anche fuori dall’isola. La cooperativa Corridoni ha accompagnato il versante campese in tutto il suo percorso di crescita, dalla trasformazione da villaggio rurale in una realtà operaia, fino all’ulteriore metamorfosi di Marina di Campo in quello che è adesso. Uno dei centri vitali del turismo dell’isola.
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Il progetto. Ormai da anni l’attività estrattiva è in declino: per questo la comunità campese si muove, affinché questa lunga esperienza non sia riposta acriticamente in un cassetto. «Il progetto – si legge nella relazione approvata dalla giunta comunale – nasce per rileggere questa storia, per riscriverla e riconoscerla assieme a tutta la cittadinanza». A tale proposito con il progetto saranno avviati, prima di tutto, la ricerca e il recupero delle informazioni storiche ed attuali da fonti sia scritte che orali. Informazioni che saranno contenute in un database. Nella ricerca il Comune conta di coinvolgere tutta la comunità campese, a partire dagli alunni delle scuole di ogni ordine e grado, alle associazioni culturali, oltre alla biblioteca e agli uffici comunali (in particolare l’archivio storico e l’anagrafe). Sotto l’aspetto storico la cooperativa Corridoni sta già collaborando con l’assessorato alla cultura del Comune.
L’idea è quella di coinvolgere anche le università, tramite l’attivazione di borse di studio, per approfondire gli aspetti della ricerca. Tra le idee progettuali figurano anche l’arricchimento dei contenuti dell’ecomuseo del granito grazie alla mole di informazioni raccolte e catalogate e la realizzazione di un percorso d’arte artigiana (saranno realizzati percorsi intorno alle cave con ogni tappa che sarà caratterizzata dalla presenza di un masso di granito scolpito dagli scalpellini locali).
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