Gioco
Cevital, pronti gli ordini per i due forni
Tidjani potrebbe guidare Cevitaly Steel Piombino per alcuni mesi. Il confronto sull’occupazione sarà avviato il 23
PIOMBINO. La holding Cevitaly, di cui sarà presidente e amministratore delegato Issad Rebrab, si dividerà in quattro divisioni operative: la parte siderurgica si chiamerà Cevitaly Steel Piombino ex Lucchini, poi ci saranno Gsi, Cevitaly Agroindustriale e Cevitaly Logistica. Rispetto al management la situazione resta fluida: sono tanti nomi sul taccuino di Rebrab, alcuni dei quali comparsi attraverso una sorta di autopromozione. Se il nome più caldo resta quello dell’ex presidente Magona, Christophe Cornier, è possibile che almeno all’inizio, e per alcuni mesi, la carica di amministratore delegato della divisione siderurgica sia affidata a Farid Tidjani.
Sono questi alcuni dei temi emersi ieri mattina nel confronto ufficiale tra il presidente di Cevital, Issad Rebrab, il suo braccio destro Farid Tidjani, e i segretari provinciali di Fim, Fiom e Uil (rispettivamente Fausto Fagioli, Luciano Gabrielli e Vincenzo Renda).
I rappresentanti sindacali al termine dell’incontro hanno riferito l’intenzione annunciata da Cevital di ordinare in tempi brevi gli impianti per la nuova acciaieria: due forni elettrici e un nuovo treno rotaie. Nel frattempo la produzione di rotaie continuerà sull’attuale impianto, mentre dal primo aprile Cevital conta di portare l’attività del treno vergella su 21 turni lavorativi, spingendo la produzione al massimo della potenzialità e aumentando i volumi anche degli altri impianti di laminazione. Per questo è stato avviato l’approvvigionamento di billette e blumi.
Intanto è iniziato l’esame dell’area della vecchia acciaieria da parte dei tecnici incaricati dalla società algerina, finalizzata allo smantellamento dell’area a caldo, che potrebbe durare dai sei ai 12 mesi, per realizzarvi l’impianto agroindustriale.
Per il 23 gennaio inoltre è stato fissato il prossimo incontro tra sindacati e proprietà, a cui parteciperà il commissario straordinario Piero Nardi. In quella sede verranno messe a fuoco le tempistiche per la realizzazione dei progetti e per il passaggio dei lavoratori alla Cevital. La discussione finale poi avverrà ai ministeri dello Sviluppo e del Lavoro, quando i sindacati chiederanno di garantire gli strumenti per la formazione professionale e gli ammortizzatori sociali necessari, in attesa del completamento dei progetti.
Ma a Roma si dovrà parlare anche di energia, perché se è vero che è tramontata l’ipotesi della centrale a carbone, è vero anche che per Cevital e i suoi due forni elettrici è fondamentale avere un costo dell’energia più competitivo rispetto alla concorrenza, considerando che fin qui Lucchini ha pagato 75 euro al megawatt contro, per fare due esempi, i 42 di Marcegaglia e i 135 di Magona. L’obiettivo dei sindacati è dunque quello di porre sul costo dell’energia una questione territoriale, considerando anche i bisogni appunto di Mittal, ma pure di Dalmine e, soprattutto, dell’impianto agroindustriale e del nuovo porto.
Dal 23 di gennaio alla fine di marzo (l’ingresso formale del gruppo algerino è previsto per il primo aprile, l’11 febbraio Rebrab incontrerà a Piombino i segretari nazionali di Fim, Fiom e Uilm)si lavorerà per l’accordo sindacale, affrontando il problema occupazionale così come si presenta nell’immediato, non essendo ancora chiarito il futuro dei circa 300 lavoratori che mancano tra i 1860 indicati dalla procedura al momento della firma dell’accordo preliminare, e i dipendenti effettivi della ex Lucchini.
«Al momento c’è una distanza sugli organici - conferma Gabrielli – ma anche buona volontà sia da parte dell’azienda che da parte nostra per trovare le soluzioni. Certo i prossimi mesi saranno un banco di prova per le istituzioni a tutti i livelli, perché se i permessi non verranno concessi con rapidità, un giorno di ritardo significherà un giorno in più di cassa integrazione per oltre 2mila persone».
La questione del personale secondo Fagioli «verrà affrontata anche col ministero perché nel periodo di realizzazione dei nuovi impianti, circa 24 mesi, chiederemo che vengano attivati gli ammortizzatori sociali necessari a traghettare il personale durante questa fase».
Sul tema dell’occupazione anche Renda si mostra ottimista sulla possibilità di trovare un accordo: «Alla nostra richiesta di garanzia occupazionale per tutti i lavoratori - dice il segretario della Uilm – è stato risposto che è in via di definizione il piano complessivo che riguarda gli organici».
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