Il Tirreno

«Canoni da rivedere e più equi per tutti»

di Cecilia Cecchi

Fabrizio Lotti, presidente Fiba, all’incontro al ministero per il riordino del settore turistico balneare il 13 gennaio

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PIOMBINO. Uso libero della battigia. “Liquidazione” per chi dovesse lasciare (prima del previsto) la concessione. «Dettagli ridicoli – dice Fabrizio Lotti – rispetto alla necessità di riordino del settore turistico balneare fermo dal 1942, mentre adesso ci sono impegnate oltre 30mila imprese, con un indotto di 300mila addetti. Lotti titolare del bagno “la Capannina” a Perelli 2, da sempre portavoce dei balneari Costa est, da un anno presidente Fiba (Federazione italiana imprese balneari) Toscana. Come espressione di Confesercenti sarà martedì 13 gennaio, con gli altri sindacati balneari all’incontro col Governo ( sottosegretario Barracciu) nella sede del ministero beni culturali e del turismo a Roma.

A Viareggio alzata di scudi contro la bozza di legge che nell’idea di chi l’ha firmata vorrebbe andare oltre la procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea riguardante la direttiva Bolkestein; o meglio i balneari viareggini contestano l’articolo 1 della bozza dove si parla di diritto libero e gratuito di chiunque, oltre che all’accesso, anche alla “fruizione della battigia, ai fini della balneazione”.

«Al di là della bozza, da ridiscutere è il vuoto legislativo che va superato – spiega Lotti – Un po’ di buonsenso: prima si spendevano circa 30mila euro per preparare la stagione, ora si sta fermi in attesa dei rinnovi. Pendenti, restano, magari, mutui fino al 2030... e nessuna assistenza bancaria, perché non esiste più la sicurezza della continuità operativa».

Problemi sul tavolo, tanti. «Da superare lo “strozzinaggio statale” col riordino dei canoni che sono iniqui: cioè alcune aziende pagano cifre esose e rischiano il fallimento, in Italia sono 250, mentre altre cifre ridicole per l’attività che hanno. Ci vuole il giusto riequilibrio. Necessario – aggiunge – riconoscere valore alle singole aziende e a quanto hanno investito sui territori avuti in concessione, rivedendone per altro i confini che saranno, in 80 anni, sicuramente cambiati».

Direttiva Bolkestein. Nel caso, in sintesi: la concessione demaniale delle spiagge italiane per gli stabilimenti balneari dovrebbe essere messa a gara a livello europeo con concessioni di durata limitata. «Ovviamente – commenta Lotti – farebbe saltare in aria buona parte delle imprese che gestiscono gli stabilimenti balneari. Ecco perchè risulta importante risolvere davvero. Basta proroghe come fatto sino ad ora l’Italia. In Portogallo, Croazia o Spagna? Sono state discusse ed accettate proroghe dall’Ue dai 75 anni ai 90 anni; paesi dove c’è una visione diversa di chi non “ruba”, ma investe sulla spiaggia».

Disegno di legge. Difende il testo unico di sua iniziativa la senatrice Pd Manuela Granaiola (nata a Pescia, viareggina d’adozione): «Dobbiamo far fronte a tutti i problemi legati alla Bolkestein – afferma – Siamo andati avanti con procedure di infrazione pur votando all’unanimità e in unità di intenti tra forze politiche; ma resta solo una proroga fino al 2020 e non confermata dall’Ue. In questi ultimi mesi sono circolate diverse bozze, niente di ufficiale. Il disegno di legge è frutto del lavoro con Alessandro Del Dotto, sindaco di Camaiore, l’avvocato Laila Di Carlo abruzzese e il commercialista Piero Bellandi di Viareggio. Obiettivo spostare la discussione, che fino ad oggi non ha ottenuto sbocchi, su un altro terreno passando da un regime concessionario ad uno autorizzatorio, legato ai comuni. Sempre con scadenze di due anni, ma i Comune risultano più vicini alle imprese e ne possono valutare rapidamente gestione e cura del paesaggio. In Toscana il sistema di balneazione attrezzata è particolare, e non si può pensare di cambiare gestione in rapidità, nessuno investirebbe più con un taglio drammatico a un asse portante dell’economia italiana e di un settore strategico per il turismo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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