PORTOFERRAIO, È finalmente arrivato il momento della “Terra di Buraccio”. Così si chiama il compost di qualità prodotto dalla raccolta differenziata dell’organico sul territorio isolano. I risultati dei test sui campioni di materiali è arrivato giovedì 8 da parte del laboratorio d’analisi cui si era affidata l’Esa per i controlli di legge.
Luce verde, ora, alla distribuzione. «Abbiamo cominciato – dice con una punta d’orgoglio Idilio Pisani, presidente dell’Elbana Servizi Ambientali – a interpellare le varie aziende agricole presenti sul territorio per avere una conferma se intendono utilizzare il nostro compost. Siamo in attesa di risposte. Il dato però più importante è rappresentato dalla qualità del nostro ammendante».
L’impianto di trattamento meccanico biologico dei rifiuti urbani e assimilati del Buraccio è da adesso nelle condizioni di trasformare i rifiuti organici in compost di qualità. Un importante tassello che si aggiunge a quel composito quadro che rappresenta il ciclo dei rifiuti solidi urbani. Il primo a essere immesso sul mercato e a essere produttivo. A essere, cioè, fonte di ricchezza.
Praticamente si chiude la fase sperimentale, per iniziare una nuova fase di lavorazione che porterà alla distribuzione del prodotto sul territorio isolano. Qualcosa come duecento tonnellate sono sul punto di essere immesse in circolo e mischiate con la terra delle varie aziende agrarie. Sono messe in vendita a un prezzo per ora simbolico: si parla di un euro a tonnellata.
La “Terra di Buraccio” è oggi equiparabile a uno stallatico maturo, in grado di migliorare le caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche del terreno. E’ in grado di rilasciare infatti lentamente e gradualmente le sostanze nutritive che contiene in abbondanza, quali azoto, fosforo e potassio.
«Il processo di compostaggio delle frazioni organiche – aggiunge ancora il presidente di Esa - permette di ottenere ammendanti che, rispettando i requisiti imposti dalla legge nazionale per la disciplina dei fertilizzanti, possono essere commercializzati e quindi utilizzati liberamente, naturalmente nel rispetto delle norme ambientali e delle buone pratiche agricole».
È fuori dubbio che il compost ottenuto dalla lavorazione contribuirà al miglioramento e al mantenimento della sostanza organica nelle colture, favorendone il mantenimento della fertilità agronomica, la lavorabilità e una migliore gestione delle risorse idriche. «Il compost di qualità elaborato da noi – sottolinea Pisani - oltre a essere un ammendante previsto dalla normativa, è un prodotto che racchiude in sé un’elevata valenza ambientale. Gli scarti di natura organica costituiscono una parte importante, circa un terzo, della massa totale dei rifiuti urbani prodotti. Pertanto, selezionando alla fonte i rifiuti di tale tipologia, e destinandoli al processo di compostaggio per trasformarli in compost di qualità, essi vengono sottratti ai normali circuiti di gestione, consentendo di ridurre in maniera significativa la quantità di rifiuti urbani destinati allo smaltimento». «Il mio invito – conclude Idilio Pisani – è quello di continuare a conferire rifiuti organici negli appositi contenitori per darci una mano a fare sempre migliore la Terra di Buraccio».