Sicurezza
Piazza Vittorio Veneto, giù i pini pericolosi
Cominciato il rifacimento dei giardini pubblici: gli alberi verranno sostituiti con lecci e sughere
SUVERETO. Sono partiti i lavori di rifacimento dei giardini pubblici sotto piazza Vittorio Veneto, cominciando dall’abbattimento dei pini cresciuti in maniera abnorme e pericolosi. Tutti col naso all’insù in piazza per assistere prima al taglio delle chiome delle piante, a cura della ditta incaricata, poi il taglio a strati della parte alta del tronco, cui seguirà l’abbattimento dei grossi fusti. E’ il primo atto di un rifacimento totale per dare alla zona, proprio al centro di Suvereto, una veste più funzionale e accattivante. «Abbattere queste grosse piante dispiace un po’ - si faceva notare tra gli spettatori - però erano diventati ingombranti e antiestetici e comunque il progetto prevede una contestuale piantumazione di lecci e sughere, molto più consone all’ambiente». Gli interventi saranno diversi, a cominciare dalla sostituzione delle mattonelle (già avvenuta) e dei giochi. Le prime saranno anti-trauma e diffuse in tutto il piazzale rialzato che sarà poi circondato da pratino sia sotto la nuova piantumazione sostitutiva, che sotto quella adiacente al muro di sostegno, lato Pian della Fonte, che resterà come è oggi. Nello spazio piastrellato ci saranno nuovi giochi a cominciare da un vero castello che si rifà alla natura di Suvereto e alla sua storia, con qualche altra sorpresa (budget permettendo), come diceva un soddisfatto Marco Cecchi che ha seguito già dalla mattinata i lavori insieme al sindaco Giuliano Parodi. Quest’ultimo tiene sempre a sottolineare come i suoi collaboratori non siano solo gli assessori e, in questo caso, proprio il neoeletto Cecchi capogruppo di maggioranza che ha seguito passo dopo passo il progetto. Si è trattato di una prima realizzazione fuori programma, non essendo fra le opere immediatamente realizzabili date le ristrettezze finanziarie dei comuni e i vincoli del bilancio approvato dalla precedente amministrazione. Ma la voglia di migliorare questo angolo del paese era tanta, sia negli amministratori che nei suveretani, che è potuto andare in porto col minimo intervento. In pratica uno studio tecnico locale ha fornito gratis la progettazione e gran parte dei soldi sono arrivati con finanziamenti privati, fino a piccoli contributi di esercenti e giù di lì. La zona, pur non molto vasta, è apparsa abbastanza importante, ma qualcuno ha ripensato al passato: «Vi immaginate come sarebbe stato più bello – è stata la riflessione – se non fosse stato costruito, in tempi non lontanissimi, il palazzo che ospita la banca?». Oltretutto si sarebbe evitata una delle costruzioni moderne (l’altra è quella dietro l’abside di San Giusto) che saltano all’occhio di chi arriva a Suvereto, stonando con i colori del centro storico. Ma a proposito di grossi pini, negli anni Settanta ne furono piantati altri che inizialmente risultarono accettabili prima di degenerare. Un esempio è via della Libertà con il Parco degli Ulivi sormontato da due o tre pini che stonano col contesto, oltre a essere cresciuti in maniera distorta. Nelle settimane scorse sono stati tagliati dei rami che impedivano addirittura al pullman di passare.
Michelangelo Pasquinelli
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