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Sei milioni in tre anni per i porti elbani

Una veduta dell'area portuale di Portoferraio (foto Giò Di Stefano)
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Una veduta dell'area portuale di Portoferraio (foto Giò Di Stefano)

Nel piano delle opere dell’Authority c’è il potenziamento dello scalo di Rio, oltre alla stazione marittima di Portoferraio

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PORTOFERRAIO. Fine della progettazione della stazione marittima di Portoferraio e via, a settembre, ai primi lavori per il potenziamento del porto di Rio Marina. Sono i principali interventi che l’autorità portuale di Piombino e dell’isola d’Elba ha inserito, per il 2015, nel piano triennale delle opere pubbliche.

Nell’arco di tre anni, infatti, l’ente ha elaborato una stima dei costi che, per le due infrastrutture elbane, pesa per quasi 6 milioni di euro (3,5 milioni per Portoferraio e 2,4 milioni per Rio Marina), a cui si aggiungono 3,6 milioni di euro per la manutenzione straordinaria delle aree portuali di Piombino, Portoferraio e Rio Marina. L’investimento per l’Elba è poca roba, sia chiaro, rispetto a quanto stimato per Piombino, basti pensare che le risorse previste per lo sviluppo dell’infrastruttura continentale, in larga parte coperto con finanziamenti statali, sfiorano i 100 milioni di euro. Ciò nonostante, già nel corso di quest’anno, l’isola conta di veder iniziare i lavori per gli adeguamenti funzionali dei porti che, considerati strategici, sono stati inseriti dall’Appe tra le sue opere.

Rio Marina. «Contiamo di veder partire i primi lavori già a settembre prossimo. So che il progetto è all’approvazione del consiglio superiore dei lavori pubblici. Sarebbe importante per noi avere presto un porto più al sicuro dal vento, in modo da ridurre i casi di sospensione delle corse, decisamente troppo numerosi».
È quanto auspica il sindaco di Rio Marina Renzo Galli, facendo riferimento al progetto di potenziamento del porto di Rio Marina. Un progetto strategico che, complessivamente, costerebbe oltre 6 milioni, secondo le stime dell’Autorità portuale ma che partirà nel 2015 con una prima tranche di 1 milione per le opere connesse all’adeguamento funzionale, a cui si aggiunge una stima di costi pari a 400.000 euro per la sistemazione dei locali dell’ex ufficio Locamare.

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L’intervento di adeguamento consiste nell’allungamento del molo sopraflutto di circa 60 metri mantenendo lo stesso allineamento della banchina interna, nel prolungamento del tratto terminale a scogliera del molo sottoflutto, nell’avanzamento della banchina interna del primo tratto del molo di sottoflutto. Così si ricaverà spazio (una larghezza di 12 metri) per realizzare due corsie per le auto da tre metri di larghezza e due marciapiedi larghi ciascuno 2 metri. Il traffico all’imbarco e allo sbarco delle navi e il pericolo per i pedoni sono due vulnerabilità del porto, che l’Appe conta di mitigare. Terzo aspetto dell’intervento riguarda la riqualificazione del pontile di Vigneria, testimonianza del passato industriale del paese. «In questo caso devono essere definiti alcuni dettagli con la Provincia sotto la cui giurisdizione ricade il bene – racconta il sindaco Galli – ma ciò che importa è che si trovino le risorse e si inizino i lavori per render lo scalo più sicuro e fruibile dai traghetti. Noi faremo la nostra parte, avendo acquistato dal Demanio i locali dei “Voltoni” che contiamo di riqualificare. Quanto alla viabilità sia noi che Portoferraio dovremo chiedere sicuramente all’Appe un aiuto concreto».

Portoferraio. I progetti strategici dell’Autorità portuale riguardano anche Portoferraio. Nel piano triennale delle opere pubbliche, per il 2015, è compreso il termine della progettazione e la realizzazione della stazione marittima nei locali dell’ex Cromofilm, per la quale il Comune di Portoferraio ha recentemente firmato una convenzione con l’Autorità portuale. La stima del costo da parte dell’Appe si attesta a 2,1 milioni di euro.

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«È la priorità di quest’anno – spiega l’assessore al Demanio del Comune di Portoferraio, Angelo Del Mastro – oltre a questo è prevista la sistemazione della viabilità con la realizzazione delle due nuove rotonde». In realtà anche per Portoferraio è stato eleborato un piano di adeguamento funzionale del porto da parte dell’Autorità portuale (per un costo complessivo stimato di 5,7 milioni, sebbene nel piano triennale sia previsto un milione suddiviso in due tranche da 500mila euro), tale da rendere il porto idoneo alle dimensioni dei nuovi vettori marittimi.

L’adeguamento funzionale comprenderebbe l’allungamento della banchina dell’Alto Fondale di circa 65 metri, in modo da raggiungere una lunghezza del fronte di accosto pari a 180 metri. A ciò si aggiunge il prolungamento del pontile numero 1 di circa 25 metri e l’ampliamento del dente di attracco in modo da ampliare il piazzale a disposizione per l’incolonnamento delle macchine. È chiaro che per portare a termine il piano di potenziamento del porto occorreranno risorse e un accordo su tutti i contenuti tra gli enti coinvolti. Accordo che, se c’è per l’allungamento del molo numero 1, non è scontato che vi sia da parte della giunta comunale riguardo all’intervento di ampliamento dell’Alto Fondale.

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