Il dolore
Saldi, partenza al rallentatore
Pochi acquisti nonostante gli sconti. E sono tanti i negozi chiusi
PORTOFERRAIO. L’inizio della stagione dei saldi in città è stata prevalentemente fredda. In perfetta continuità, purtroppo, con i dati che sono stati registrati lo scorso anno. Cioè altalenanti. A intermittenza. Colpa della crisi, dell’inflazione, dicono i diretti interessati. Di certo circolano meno soldi di prima. O almeno, quei pochi che sono in giro e nelle tasche dei clienti sono diventati così merce preziosa da essere utilizzati a ragion veduta, solo quando ci sono le più favorevoli condizioni. Che possono essere rappresentate dalle occasioni offerte al di là del canale di Piombino se non oltre (non è una scoperta recente il fatto che molte persone si rechino in continente, se non addirittura con viaggi organizzati con pullman ai Gigli o all'outlet Barberino del Mugello e Ikea per fare shopping).
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Ma restiamo a Portoferraio, dove, come è successo nel resto della Regione, l’inizio degli sconti (generalmente arrivava dopo l’Epifania) è stato anticipato. «Su questo inizio di stagione di sconti – dice Franca Rosso, presidente della Confcomercio Isola d’Elba – ci sono pareri discordi, anche se bisogna mettere nel computo di questo avvio non troppo esaltante la circostanza che molti esercizi, proprio il primo giorno d’inaugurazione delle nuove vendite erano chiusi per fare l’inventario delle merce esposta».
Dicevamo discordanti, infatti le gioiellerie e oreficerie registrano in andamento perfettamente in linea con la scorsa stagione.
«Se mai qualcuno – puntualizza ancora Franca Rosso – ha aspettato che iniziassero i saldi per acquistare l’articolo che aveva già notato in vetrina, ora lo può comperare con una sensibile riduzione». Musi lunghi invece tra i negozi di scarpe e di abbigliamento: male prima di Natale e male adesso, sembra che non sia questa la stagione buona. Lo stesso andamento che è emerso fra i negozianti di via Manganaro. In altri negozi, però, del centro storico e della periferia quest’anno è andata meglio del 2013.
«E’ la dimostrazione di una varietà di pareri – considera ancora la presidente della Confcommercio – che è un po’ figlia del momento. Siamo tuttavia fiduciosi nel prosieguo della stagione. Abbiamo tutto il tempo – conclude – per conquistare terreno». Ma le seduzioni rappresentate dalle vendite dei grandi centri continentali dove c’è più varietà di scelta e prezzi concorrenziali sono, oggi come oggi, difficili da contrastare e vincere.
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