Il Tirreno

«Caro presidente Rossi, nel 2015 regalami un bel muretto»

di Luca Centini

Marina di Campo: il Beach Bar di Leonardo Conti è stato danneggiato dall'alluvione del 2011 Il titolare ha ricevuto solo una parte del risarcimento per dei ritardi che non sono suoi

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MARINA DI CAMPO. Prima è arrivato il danno, nelle vesti di un’onda di acqua e fango che ha sommerso il locale alla foce del Bovalico, distruggendo un tratto del muro protettivo il 7 novembre del 2011. Poi sono arrivati i ritardi e i rimpalli di responsabilità che, di fatto, hanno impedito che fino ad oggi quello stesso muro, unica protezione per il locale in caso di maltempo, venisse ricostruito. E, infine, ecco la beffa, con la mancata liquidazione del contributo per i danni subiti. Il motivo? Non sono stati completati i lavori. Ma il dettaglio, non certo trascurabile, è che sono state le istituzioni stesse a impedire che quei lavori venissero avviati.

È questa, in sintesi, la storia di Leonardo Conti, titolare del Beach Bar di Marina di Campo, locale e noleggio di ombrelloni sul lungomare Nomellini, sulla spiaggia di Marina di Campo e praticamente attaccato al tratto finale del fosso del Bovalico.

Il 7 novembre del 2011 l’alluvione ha distrutto in buona parte il muro di contenimento a protezione degli argini del fosso. Da allora è iniziato l’incubo personale di Leonardo: ogni volta che il maltempo e le piogge torrenziali si abbattono su Marina di Campo, il titolare del Beach Bar teme di vedere il suo locale invaso dal fango. Fin dai mesi immediatamente successivi all’alluvione, infatti, il titolare del locale ha atteso l’avvio dei lavori alla foce del corso d’acqua, che spettano alla Provincia di Livorno. Ma, ora che sono passati oltre tre anni dal disastro, il cantiere alla foce del fosso - rinvio dopo rinvio e senza mai una data certa - non è mai stato aperto.

«Ho pressato la Provincia, il Comune di Campo, il Genio civile, la Regione – racconta Leonardo Conti – ho scritto lettere a tutti. Solo il presidente della Regione, nel dicembre del 2012, mi ha risposto con una lettera scritta spiegandomi che “la progettazione è in fase conclusiva e, sulla base delle informazioni trasmesse dalla Provincia, dovrebbe concludersi entro l’anno e, sempre entro l’anno, dovrebbe concludersi la procedura per l’individuazione della ditta. Questo ufficio monitorerà costantemente lo stato di attuazione dell’intervento”. Ora dopo più di due anni dall’invio di quella lettera mi sento di ringraziare il presidente Rossi per la splendida ed efficace azione di monitoraggio compiuta. Io, intanto, tremo per il mio locale ogni volta che c’è un’allerta meteo». Ma, oltre al danno subito e al mancato intervento di sistemazione del muro a protezione del locale che Conti ha chiesto più volte - invano - di poter tirare su a sue spese, ecco che si aggiunge la beffa.

Il Beach Bar di Marina di Campo rientra nella lunga lista di imprese danneggiate dall’alluvione del 2011. Conti ha, per questo motivo, avviato le procedure - interminabili - per chiedere i contributi della protezione civile nazionale e della Regione Toscana per i danni subiti. A fronte di una stima del danno di oltre 100.000 euro, la Regione ha richiesto fatture pari a 54.204 euro, per poi riconoscere a Conti 40.693 euro di contributo. Ma la beffa era dietro l’angolo. «A novembre ho chiamato l’azienda Sviluppo Toscana che ha curato l’iter dei contributi (per me una vera odissea sia per tempo personale che per soldi) – racconta Leonardo Conti – mi hanno comunicato che, in realtà, mi avevano liquidato poco più di 10.000 euro a fronte della fatture presentate, e non i 40.693 euro accordati. E la Regione ha voluto chiudere le pratiche, senza attendere l’esecuzione di tutti i lavori. La cosa paradossale è che quei lavori non li ho potuti fare perché la Provincia, quale ente attuatore del ripristino del muro d’argine, non ha eseguito l’intervento. Sarebbe stato rischioso per me ricostruire delle strutture che, senza il muretto, potrebbero finire di nuovo sott’acqua. E, in ogni caso, i tecnici della Provincia mi hanno sconsigliato più volte di eseguire i lavori».

«Vorrei chiedere al presidente Rossi – conclude Conti – se, magari prima della chiusura del suo secondo mandato riuscirà a farmi questo benedetto regalo. Un bel muretto d’argine, così magari potrei iniziare di nuovo la mia vita normale, che si è interrotta nel novembre del 2011».

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