Attenzione
«Accorpamenti, Ciumei rispetti la legge»
La minoranza di Marciana Marina attacca il sindaco che ha definito inutili le gestioni associate se non portano risparmio
MARCIANA MARINA. «Il sindaco Ciumei pensi a rispettare la legge». È dura la posizione di Paolo Di Pirro, capogruppo della lista Insieme in consiglio comunale a Marciana Marina, sul tema delle gestioni associate. Il Comune di Marciana Marina non ha assolto gli obblighi di legge, secondo cui avrebbe dovuto - entro il 31 dicembre 2014 - gestire in forma associata con altri enti tutti i servizi amministrativi fondamentali, come imposto per i Comuni con meno di 3mila abitanti. Lo stesso sindaco Andrea Ciumei ha definito, in un’intervista rilasciata al Tirreno, la legge Delrio come «una legge fatta con i piedi» e le gestioni associate, almeno in questo contesto elbano, «inutili se non portano risparmio e semplificazioni».
Parole che hanno lasciato «sconcertato», il capogruppo di minoranza Di Pirro. «Il sindaco è evidentemente più proteso, come dallo stesso confessato, a non perdere consenso, magari per la prossima tornata elettorale regionale, piuttosto che a rappresentare le esigenze dei cittadini ancora in attesa di vedere applicati concreti sforzi per ridurre i costi della pubblica amministrazione, ad esempio». Di Pirro ricorda come la legge Delrio vada «innanzitutto rispettata, e poi, particolare non secondario, lascia alle amministrazioni l'onere e l'onore della progettualità delle gestioni associate nel loro complesso, progettualità banalmente finalizzata a portare risparmi, ci mancherebbe altro. Ora, in un qualsiasi sistema produttivo se più soggetti decidono di fare rete e di ottimizzare le risorse si ottengono risultati positivi, magari non su tutti gli aspetti particolari, ma nel complesso certamente si».
Per la minoranza, qualora, non eventuali risultati negativio sarebbero imputabili solo all’incapacità progettuale o, più precisamente, «a una miope volontà (a spese dei cittadini contribuenti) di conservazione di privilegi, di controllo locale, di mantenimento di rendite di posizione, di campanilismi, o addirittura una dimostrazione di malcelate antipatie tra amministratori anche della stessa area politica».
Secondo Di Pirro la dice lunga, al proposito, l'atteggiamento dello stesso Ciumei nei confronti di Portoferraio. «Una città matrigna ed accentratrice ai tempi di Peria e del referendum sul Comune Unico, città amica e vantaggiosa con Ferrari: viene da chiedersi cosa sia cambiato, nella sostanza, nei rapporti con Portoferraio e, di converso, con quello di Marciana (di cui, tra l'altro, Marciana Marina è, storicamente, una costola). Così come la dice lunga anche il desiderio (per fortuna insoddisfatto da parte del legislatore) di Ciumei di vedere imposto per legge l'associazionismo gestionale tra Comuni limitrofi: l'eventuale imposizione avrebbe assunto il valore della attribuzione, per legge, di una patente di incapacità di vedere ciò che dovrebbe essere banale, come nei casi di Marciana e Marciana Marina, e di Rio Elba e Rio Marina, ad esempio. Quanto stiamo oggi osservando, cioè un associazionismo gestionale che appare veramente a caso e senza un chiaro e logico filo conduttore, sembra guidato esclusivamente da sintonie e simpatie personali, piuttosto che da una visione politica (non partitica) ed organizzativa oggettiva». Di Pirro ricorda infine come nel 2013 fu presentata una mozione unitaria a firma congiunta delle liste di minoranza dei Comuni di Marciana, Marciana Marina e Campo, sulla quale, in nome del Comune dell'Elba occidentale, tutti sembravano essere d'accordo. «In quali meandri si è persa quella mozione?», chiede Di Pirro.
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