Toscana
Molo foraneo più lungo di 430 metri, per ospitare le navi da crociera
Ne potranno attraccare due insieme di quelle dell'utlima generazione
PIOMBINO Non solo industria e logistica, ma anche turismo. Il porto di Piombino potrà ospitare fino a due grandi navi, una di fronte all’altra, nella zona più a nord. Questo sarà possibile grazie al prolungamento del molo foraneo di circa 430 metri rispetto ad adesso.
«Una parte dei lavori – spiega Luciano Guerrieri - sono già in corso. È previsto un ulteriore prolungamento del molo Batteria di circa 215 metri, così che il prolungamento complessivo sarà di 430 metri. In sostanza sarà possibile ormeggiare, una di fronte all’altra, due delle più grandi navi da crociera attualmente in navigazione, quelle dell’ultima generazione».
Anche questo intervento è previsto nel piano regolatore del porto del 2008 e costa circa 16,6 milioni di euro. Un primo tratto del nuovo braccio del molo foraneo sarà largo 20 metri, il secondo sarà largo 12 metri. È chiaro che il turismo crocieristico è una grande occasione per Piombino e la Val di Cornia. Adesso i turisti, per visitare Siena, vengono sbarcati a... Civitavecchia. Con la Grosseto-Siena ormai quasi finita gran parte della Toscana è facilmente raggiungibile da Piombino. E ci sono importanti possibilità anche per il retroterra della Val di Cornia, con gli splendidi borghi collinari e il mondo dell’enogastronomia.
«Certo è un settore tutto nuovo per Piombino, ma la possibilità adesso c’è tutta. Sia chiaro, non è pensabile far sbarcare migliaia di persone tutte insieme senza avere un collegamento stradale decente. Per questo sostengo con forza che servono anche il lotto 2 e 3 della 398, quelli che arrivano appunto fino al molo foraneo».
La logistica. Altre due aree del porto sono destinate a progetti importanti, destinati ad aumentare i movimenti. La prima riguarda una zona destinata a “unità di business per la logistica industriale”. «Abbiamo già - dice ancora il commissario dell’Autorità portuae, Luciano Guerrieri - un grosso operatore del settore che sarebbe interessato e che potrebbe portare un notevole movimento di merci al porto». L’area prevista sarebbe a ridosso di quella per la demolizione delle grandi navi. Visto il particolare tipo di attività sarà una fetta piuttosto grande delle nuove banchine, circa venti ettari, e avrà, quando la nuova statale 398 sarà pronta, collegamento diretto con la rete stradale e con la rete ferroviaria portuale ed extraportuale. L’opera costa complessivamente circa quaranta milioni di euro e si prevede che l’operatore privato possa contribuire almeno per il 50% dei costi.
La seconda area è destinata a terminal per le “rinfuse pregiate” e occuperà la banchina ovest della darsena. E anche per questa servirà un operatore privato che gestisca tutte le operazioni. «Siamo convinti che possa portare benefici diretti al porto con un incremento delle attività, ma anche per i servizi indotti, quali agenzie, ricettività e trasporto».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
