Sicurezza
Arriva l'influenza a Piombino e in Val di Cornia
Dopo le feste i casi raddoppieranno. Un decalogo per combatterla e prevenirla
PIOMBINO. Trenta casi al giorno ora ma, dopo l’Epifania, man mano raddoppieranno e via via di più fino a raggiungere i 7 mila complessivi a Pasqua. Il tempo insomma per dare, a virus e batteri, il modo di fortificarsi e moltiplicarsi.
Parliamo di epidemia influenzale e della situazione attuale e prossima in Val di Cornia ed Isola d’Elba. Fabrizio Pregliasco, virologo all’Università di Milano, la classifica di portata media, fatte salve le future condizioni meteo.
Saranno proprio le riaperture di scuole, fabbriche ed uffici a dare il via ad una massiccia diffusione dell’infezione. La profilassi è stata quest’anno un po’ al di sotto delle previsioni, per l’impatto negativo delle vicende che hanno coinvolto la sicurezza di alcuni vaccini.
I disturbi sono quelli classici con febbre, anche elevata ed improvvisa, dolori articolari diffusi, stanchezza, disturbi respiratori, mal di gola, nausea, vomito.
Ecco, allora, un utile decalogo.
1) Vestirsi in modo adeguato uscendo all’esterno, privilegiando la vestizione a “cipolla” ovvero a strati.
2) Coprirsi bene le parti più delicate del corpo come testa, gola e piedi
3) Respirare con il naso, perché questo organo agisce come filtro di germi che arrivano dall’esterno e mitigano la temperatura dell’aria. Tenere la bocca chiusa.
4) Non sostare a lungo nei luoghi affollati. All’atto di tossire o starnutire coprirsi con un fazzoletto o con la mano.
5) Lavare spesso e bene le mani, il principale veicolo d’infezione.
6) Mantenere la temperatura interna delle abitazioni intorno ai 18° - 20°, con un gradiente di umidità intorno al 50%. Oggi, si mantengono comunemente livelli troppo alti. E’ poi nell’uscire che si subisce il pericoloso riscontro termico, sottoponendo il corpo non adeguatamente protetto ad un rapido ed eccessivo raffreddamento.
7) Aerare bene gli ambienti dove si soggiorni e, soprattutto, dove si vada a dormire.
8) Bere ogni giorno in abbondanza (un litro e mezzo d’acqua), come depuratore dell’organismo. Introdurre, inoltre, la necessaria quota di calorie.
9) Davanti ai primi sintomi, ricorrere ai farmaci sintomatici come gli antifebbrili o gli antinfiammatori, gli antidiarroici. Se tali disturbi dovessero persistere, è opportuno consultare il medico.
10) Fate attenzione al freddo. Non tutti sono in grado di tollerarlo allo stesso modo. Le rigide temperature, in particolare, esercitano sul nostro sistema circolatorio un fenomeno di vasocostrizione, cioè un temporaneo restringimento. Pur considerandoci in apparente, buona salute, non ci rendiamo conto quanto tale condizione – specie se prolungata – possa giocare un ruolo negativo ed anche pericoloso.
Maggiormente esposte sono tante persone ovvero uno stato diabetico non perfettamente controllato, una pressione arteriosa particolarmente elevata, alti livelli dei grassi nel sangue. Su tutto ciò, giorno dopo giorno, pur in assenza di alcun disturbo, agisce l’azione del freddo.
A farne le spese sono soprattutto arterie e vene, già in situazioni delicate e precarie. E’ la premessa, in sostanza, della classica goccia che possa far traboccare il vaso: ictus ed infarto, purtroppo, ne sono spesso la prova.
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