Sicurezza
Nuovi poveri, un aumento che fa paura
La parrocchia di Carpani terrà aperta la mensa tutti i giorni. Don Mariani: «C’è chi non ha neanche un fornello per cucinare»
portoferraio. Punte anche di 75-80 persone, durante le festività natalizie, alla mensa dei poveri della parrocchia di San Giuseppe. Tanti. Anzi troppi per una realtà come quella di Portoferraio. Il segno concreto di un sempre più conclamato bisogno di assistenza e di solidarietà umana. Che tradotto in termini concreti significa un piatto caldo. Tanto è bastato affinchè la parrocchia di Carpani stabilisse di organizzare una mensa aperta tutti i giorni. Non più, quindi, una volta sola la settimana, il martedì come avveniva fino a ieri.
«Il servizio inizierà a funzionare – dice don Gianni Mariani, parroco della Sghinghetta – tra il 10 e il 15 gennaio prossimo, grazie alla collaborazione di un gruppo di volontari (ma mi auguro che altri rispondano) e dei nostri sponsor che ci accompagneranno in questa avventura».
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Sì, perché mettere a tavola giornalmente dai cinquanta ai settanta individui, non sarà impresa facile. Occorrono disponibilità, ma soprattutto mezzi. «Cominceremo questo percorso – continua sempre don Gianni – con spensieratezza (che però non è incoscienza) e con l’entusiasmo di chi non si fa condizionare dalle difficoltà. Abbiamo la consapevolezza di chi ha la convinzione di fare qualcosa di bello e di buono per il prossimo. Attraverso la condivisione degli intenti sono sicuro che l’esperimento avrà l’esito che tutti noi ci auguriamo».
Un esperimento, quello che partirà nel salone monsignor Lorenzo Vivaldo, unico all’Elba, per il quale la parrocchia della Sghinghetta si pone come modello di fronte alle altre parrocchie. «L’idea – continua sempre don Gianni – ci è venuta quando il mercoledì mattina alla distribuzione del cibo per i nuclei familiari bisognosi ci siamo accorti che molti non accettavano il cibo da cucinare, optando invece sui piatti già confezionati. Dopo una piccola indagine, abbiamo appurato che queste persone neppure disponevano di una casa attrezzata, non possedevano neppure un fornello dove cuocere il cibo. Allora ci pensiamo noi a dar loro dei piatti cotti».
la dimostrazione dell’effetto della crisi che da anni sta colpendo il nostro Paese. Elba inclusa. I cosiddetti nuovi poveri sono quelli che hanno difficoltà a trovarsi un lavoro. Che conoscono la disoccupazione. Sono quelli che non hanno neppure maturato il diritto di accedere alla cassa integrazione. «Per noi vuol dire tanto questa iniziativa – aggiunge don Gianni – significa offrire un punto di riferimento. Dare un rifugio a chi si sente abbandonato dal mondo. Un faro di solidarietà sempre disponibile all’accoglienza e a saper donare qualcosa di veramente importante, oltre che il piatto caldo anche un po’ di considerazione e di amore. Mi corre l’obbligo qui – conclude infine il parroco – di ringraziare i titolari dell’hotel Airone di San Giovanni e l’amministrazione comunale di Campo nell’Elba se abbiamo potuto offrire piatti caldi nel periodo natalizio, quando maggiormente si sente il bisogno di affetto e forte è il desiderio di stringersi attorno alle persone care. Ora si parte. C’è bisogno di tutti, cerchiamo volontari che ci possano dare una mano nell’esperire il servizio».
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