Il Tirreno

LA GUERRA DELLE FESTE IN PIAZZA

di ALESSANDRO DE GREGORIO

di ALESSANDRO DE GREGORIO Da giorni ormai si sta combattendo una guerra a proposito delle feste di San Silvestro. Che dovrebbero essere feste, appunto, e che lo sono state per chi vi ha partecipato....

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di ALESSANDRO DE GREGORIO

Da giorni ormai si sta combattendo una guerra a proposito delle feste di San Silvestro. Che dovrebbero essere feste, appunto, e che lo sono state per chi vi ha partecipato. La guerra invece la si sta combattendo su Facebook, con l’inevitabile spaccatura tra fazioni contrapposte. Quelli che no, è tutto uno schifo, vergogna, non sapete spendere i soldi. E quelli che non siete mai contenti e chi critica è un gufo.

A San Vincenzo addirittura, per giustificare il fiasco, un assessore di fatto ha detto che, con i dj e i gruppi musicali già impegnati, ci si è dovuti arrangiare. Non ha usato esattamente questi termini ma il senso è stato chiaro. Ovviamente la band ingaggiata per la serata si è risentita: sono peraltro musicisti di prim’ordine e ruotano attorno a una scuola di musica. Insomma, una gaffe e un bell’incidente diplomatico.

Il meglio però lo si è dato a Piombino sui fuochi artificiali. Il Comune quest’anno come abbiamo visto ha deciso di non offrire il tradizionale spettacolo pirotecnico di mezzanotte. Per una questione di soldi, impiegati in altro modo (band, palco, promozione eccetera) e anche per dare un segnale di sensibilità verso gli animali, che non gradiscono i botti.

Bene. A parte che qualcuno i fuochi li ha fatti lo stesso, ma soprattutto che senso ha vietare i fuochi artificiali consentendo la deroga per i petardi? Sì, perché l'ordinanza i petardi li ha vietati tranne, appunto, nella giornata del 31 dicembre. E per tutto quel giorno e tutta quella notte non sono mancati magnum, bombette e tricchetracche.

E allora giù altre polemiche tra animalisti e antianimalisti, polemiche che si sono innestate su quelle sollevate da chi avrebbe senz’altro organizzato meglio qualunque cosa. Perché si sa, in Italia siamo tutti commissari tecnici, e a Piombino all’occorrenza siamo anche esperti di acciaio, forni elettrici, ingegneria navale, smantellamento navi, editoria e organizzazione di ultimi dell’anno.

Certo è che la festa, sia a Piombino che a San Vincenzo, è stata un flop. Dal punto di vista delle presenze, non dei contenuti. Un flop per il freddo, certo. Per i fuochi, anche. Per le polemiche pure. Per la crisi. O forse perché spesso da una parte le critiche sono sterili e pretestuose mentre dall’altra parte si è smesso di ascoltarle, le critiche. E i consigli. Quando invece bisognerebbe farne tesoro.

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