Il Tirreno

«Il Capodanno non è stato un flop»

Fornai, uno degli organizzatori: «Troppi soldi? Il Comune ha risparmiato dodicimila euro. E sui fuochi scelta saggia»

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PIOMBINO. Un record lo ha battuto, questo Capodanno: è stato il più lungo, anche se dal punto di vista delle polemiche che proprio non riescono a placarsi. Se ne discute soprattutto sui social, nella piazza virtuale di facebook, con l’inevitabile contrapporsi tra quelli che vedono il bicchiere mezzo vuoto e quelli che lo vedono mezzo pieno. Mezza piena era piazza Verdi, o almeno non era stracolma come negli anni passati. Lo ha ammesso anche il vicesindaco Stefano Ferrini, ieri sul Tirreno.

Ma il nostro titolo non è piaciuto ad Andrea Fornai, uno degli organizzatori di questo New Year Juke Box, lo spettacolo misto tra musica dal vivo e dj set che doveva rovesciare in città la movida della costa da Livorno a Grosseto. Così non è stato.

Fornai parla di «serata da località sciistica, zero gradi costanti e ventosi, mille persone e forse di più in piazza dalle 23, 12mila euro risparmiati rispetto alla media degli scorsi dieci anni. Se i piombinesi si aspettavano i fuochi mi dispiace, ci sono scelte dure che ci aspettano». «Non fare spettacoli pirotecnici - prosegue Fornai - ci ha consentito di risparmiare molto, oltre 12mila euro rispetto agli anni dell’amministrazione precedente in cui si è speso in media 37mila euro solo per gli spettacoli musicali. Sono stato al freddo tutta la notte, come le band, bravissime e capaci di far ballare, e i dj di Radio 105. Non ci sto a tacere di fronte alla parola flop che questo giornale ha utilizzato per Piombino, dimenticandosi di farlo per altre località limitrofe dove è andata molto peggio».

In realtà flop ce ne sono stati parecchi in giro e lo abbiamo raccontato. Ma secondo Fornai «il Comune di Piombino questa volta ha fatto una scelta saggia, per quanto travolta dalle polemiche di una cittadinanza forse delusa, ma a mio avviso molto pretenziosa. Ho letto ciò che scrivono i Cinque stelle, ho letto che si doveva fare diversamente e che si stava spendendo troppo, quando in realtà non è andata così. Si è speso meno e meglio, facendo lavorare tutte realtà piombinesi alla costruzione dell’iniziativa. La Proloco di Piombino, Francesco Bernazzi di West Audio, Giovanni Germanelli, l’associazione Nojerksite di Riotorto, piombinesi anche i ragazzi della security. Il Comune ha speso 25mila euro e li ha spesi sul territorio, in parte anche per le band, tutte eccellenze locali. Unica eccezione Radio 105, il marchio nazionale scelto come partner».

Una replica anche a Giovanni Sironi di Forza Italia («dichiarazioni del tutto fuori linea»), poi ancora sui fuochi pirotecnici: «Costano molto e, anche avendo scelto di fare band locali e di rinunciare al nome nazionale per l’esibizione dal vivo, si parlava di Bobo Rondelli in principio, non c’era la volontà della giunta, del sindaco e degli organizzatori. Nessuno aveva intenzione di fare i fuochi, la scelta è stata presa molto tempo prima delle polemiche su Facebook».

Torna sull'argomento anche il vicesindaco Ferrini: «Non vorrei si scambiasse una analisi su di un avvenimento con un messaggio del tipo “abbiamo sbagliato tutto”, perché non è così. La scelta di questo anno era di una festa diversa, con band che facessero musica ballabile da tutti seppure rivisitata a partire dalle 22,30 e con uno spazio per i più giovani con una radio e un dj di caratura nazionale in tarda serata. Credo che band e dj abbiano fatto egregiamente la loro parte. Chi c’era mi pare si sia divertito. C’erano però meno persone degli anni passati. C'erano però anche 0 o meno gradi. Poi, può essere che l’assenza dei fuochi, con le relative polemiche, abbia anch’essa influito. Sarebbe stupido arroccarsi e negare che questa combinazione non possa aver spinto molte persone a starsene in casa. Ma proprio perché c’è un’ordinanza che vieta negli altri giorni l’uso dei petardi, e dato che un controllo severo sarebbe stato pressoché impossibile il 31, abbiamo scelto di non fare i fuochi per provare a dare un esempio, invitando i cittadini a rinunciarvi come il Comune rinunciava ai fuochi. Ci siamo riusciti? Questo non lo so e quindi vale la pena rifletterci, ma senza guerre di religione, sinceramente sopra le righe da come appaiono sui social network. Quanto ai costi, 25mila euro sono 12-13mila in meno della media degli ultimi 10 anni, calcolata senza i fuochi. E ogni evento va visto con quello che offre in termini di band live piuttosto che solo dj, con le strutture che utilizza, con la promozione, con dei costi che negli ultimi due anni sono aumentati. Pere e mele non si possono confrontare».(a.d.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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