Sicurezza
«Una convenzione con La Pila»
La richiesta di Elba Salute per garantire i trasferimenti sanitari con il maltempo
PORTOFERRAIO. «Il maltempo può mettere in serio pericolo la vita di una persona che pur in gravi condizioni non può essere trasferito in elicottero in ospedali più attrezzati del nostro». È l’allarme che lancia il comitato Elba Salute richiamando ancora una volta l’attenzione sulla necessità della firma di una convenzione per l’utilizzo dell’aeroporto della Pila nelle ore notturne, in caso di indisponibilità dell’elisuperficie.
Il comitato fa sapere come martedì pomeriggio 30 dicembre, «per un’emergenza è stato richiesto l’intervento dell’elicottero che, per l’inagibilità della piattaforma posta sull’ospedale, è atterrato all’aeroporto di La Pila pochi minuti prima che lo scalo chiudesse – spiegano da Elba Salute – In poco meno di venti minuti il Pegaso è decollato assicurando al paziente quelle cure che dopo le ore 17 forse non avrebbe avuto perché ancora non è stata riattivata la reperibilità serale e notturna tra l’Asl6 e il personale dell’aeroporto elbano. Per poche decine di euro al giorno la nostra “Continuità Assistenziale” è stata interrotta da chi non vive su di un’Isola e da chi non si rende conto che la vita di una persona è più importante di un irrilevante risparmio».
Il comitato spiega come qualche mese fa fu garantito ai comitati pro-sanità che gli atterraggi d’emergenza dell’elisoccorso, a piazzola inagibile, «erano assicurati dalla messa in servizio dell’area del campo di San Giovanni senza dirci però con quali garanzie di sicurezza, poiché le alte porte del rugby non sono removibili bensì sono interrate e cementate – sostengono dal comitato – all’atterraggio possono creare problemi anche le vasche della corsa campestre così come sono pericolosi anche i teloni che ricoprono i campi da tennis. Evidentemente l’Asl non ha valutato accuratamente che nelle ore serali e notturne, in caso di maltempo e con la piazzola inagibile, agli elbani viene meno quel diritto alla cura. Ancora una volta ci appelliamo al prefetto, ai sindaci e alle opposizioni consiliari, affinché facciano sentire, alla Regione Toscana, la voce del proprio territorio».
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