Il Tirreno

Mazzata del Governo sugli operai

Niente integrazione del “Milleproroghe”, taglio del 10% in busta paga. Appello dei sindacati

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PIOMBINO. Brutta sorpresa per quasi tremila lavoratori piombinesi, 560 della Magona e 2137 di Lucchini e Lucchini Servizi. Nel decreto “milleproroghe” di fine anno il governo Renzi, a differenza degli anni scorsi, non ha inserito neppure un euro a integrazione dei contratti di solidarietà.

L’integrazione del 70% della retribuzione persa a causa della riduzione dell’orario di lavoro legata ai contratti di solidarietà, per legge dovuta alla cassa integrazione guadagni straordinaria, è pari al 60% ma fino al 31 dicembre 2014 si poteva contare su un 10% aggiuntivo, che però non è stato prorogato. Fino al 2013 i lavoratori in cds avevano potuto contare su un aiuto pari all’80% della retribuzione persa, grazie a un’integrazione del 20%. Dall’1 gennaio 2014 questa integrazione era scesa al 10% come previsto dalla Legge di stabilità. Nella Finanziaria del 2015 non è stato introdotto alcun allungamento. Idem nel “milleproroghe”. E così questo mese quasi tremila lavoratori prenderanno il 10% in meno.

Da febbraio invece arriverà una parte degli arretrati dalla Regione, che solo il 30 dicembre ha deliberato il proprio contributo.

Luciano Gabrielli (Fiom) fa appello ai deputati toscani perché intervengano a correggere il decreto: «Questo è un vero e proprio regalo di Natale in negativo del Governo per Piombino - spiega Gabrielli - Nei fatti i lavoratori della Magona e di Lucchini e Lucchini Servizi avranno un taglio in busta del 10%. Viste le cifre di partenza, è una botta non di poco conto. Insieme alle altre sigle sindacali chiediamo ai deputati toscani di intervenire».

«Una vergogna - dice Daniele Bedendo, rsu Fim - togliere 100 euro alle famiglie in un momento del genere è vergognoso. E tutto è avvenuto nel silenzio. Spero che i sindacati nazionali prendano una posizione forte e chiara».

Al tempo stesso, dicevamo, sia pure in grande ritardo, la Regione il 30 dicembre ha deliberato il proprio contributo: «Di fatto da metà febbraio, quindi con lo stipendio di gennaio, i lavoratori avranno gli arretrati da aprile - dice Gabrielli - Ma comunque non riusciranno a pareggiare quanto perso con la scelta del Governo».

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